L’AQUILA – Un 37enne dell’Aquila, Massimiliano Scirri, si è tolto la vita nel bagno di una cella del carcere di Chieti, dove era detenuto dal 25 settembre 2017.
L’uomo è stato trovato ieri mattina dai compagni di cella.
A breve avrebbe lasciato il carcere per raggiungere una comunità di recupero per tossicodipendenti.
Fece notizia, nel settembre scorso, per essere stato arrestato tre volte nel giro di poche ore.
Evase dai domiciliari, si schiantò con l’auto, insultò i carabinieri giunti in suo soccorso e si spacciò per il fratello, dopo aver minacciato gli agenti dicendo: “Sono dei Casamonica, ve la farò pagare”. Per questo finì in carcere con l’accusa di minaccia, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, oltre che per evasione.
Il provvedimento di arresto dei carabinieri teatini fu il terzo in poco tempo ai danni dell’uomo, raggiunto, una volta in cella, anche da altre due ordinanze di custodia cautelare in carcere: una dall’autorità giudiziaria di Roma e un’altra ancora precedente dall’Aquila.
L’uomo infatti, fermato dopo esssersi schiantato contro il muro di cinta dell’aeroporto d’Abruzzo avendo perso il controllo dell’auto, era stato identificato come il responsabile di un tentativo di rapina il 4 settembre ai danni di una giovane studentessa aquilana, intenta a svolgere alcune operazioni con la propria carta di credito Postepay allo sportello postamat dell’ufficio del quartiere Torrione.
Mentre era già ricercato dalla polizia aquilana, nel frattempo Scirri, di fatto latitante, si era rifugiato a Mentana (Roma) da una sua convivente, e secondo gli inquirenti aveva acquistato della droga presso la zona di Tor Bella Monaca.
Scirri, secondo la ricostruzione del Messaggero, per togliersi la vita ha legato una cintura alle sbarre.






