ROMA – Sono 17, tra cui un ragazzo di meno di 16 anni, i palestinesi uccisi in scontri con soldati israeliani alla barriera tra la Striscia di Gaza e lo Stato ebraico, dove ieri è iniziata la ‘Grande Marcia del ritorno’ organizzata dal movimento islamico di Hamas. 

Lo ha dichiarato l’ambasciatore palestinese presso le Nazioni Unite, Riyad Mansour, incontrando i giornalisti a New York a margine della riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza dell’Onu convocata dal Kuwait.

I palestinesi, riporta l’Adnkronos, considerano le azioni commesse da Israele come “un grande massacro contro il nostro popolo”. 

Mansour ha chiesto al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di “affrontare con serietà la questione fornendo protezione alla popolazione civile” della Striscia di Gaza.

I medici locali, secondo quanto riferisce all’Adnkronos Foad Aodi, il fondatore delle Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai), lancia un appello per la creazione di “un corridoio sanitario e umanitario per le vittime di Gaza”. 

“Stiamo portando soccorso – spiega – a 1.630 civili palestinesi rimasti feriti durante gli scontri con le forze della sicurezza israeliane al confine”, in occasione della ‘Grande Marcia del Ritorno’ voluta da Hamas che ha riunito “circa 20 mila persone”.

“Stiamo seguendo i fatti con grande preoccupazione e sofferenza”, afferma Aodi. 

Che aggiunge: “Chiediamo al governo italiano un corridoio per consentire l’ingresso di materiale sanitario per le cure dei feriti: bambini, donne e anziani palestinesi a Gaza. Servono farmaci, sangue, medici e infermieri. Gli ospedali sono al collasso da parecchio tempo e la situazione, con l’arrivo dell’alto numero di feriti, si può immaginare che da ieri è peggiorata. Lunga è la lista d’attesa prima che le vittime vengano operate. Ed è necessario intervenire”.

Una giornata di lutto nazionale e uno sciopero generale sono stati proclamati nei Territori palestinesi dopo la strage di ieri. 

Sono chiusi i negozi della Cisgiordania e la maggior parte delle attività imprenditoriali, così come anche le università e le scuole hanno sospeso le lezioni.

Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha chiesto “un’indagine indipendente e trasparente” sui violenti scontri avvenuti ieri. 

“Questa tragedia evidenzia l’urgenza di rivitalizzare il processo di pace per creare le condizioni per un ritorno a negoziazioni significative”, afferma Guterres nella nota diffusa da un portavoce. L’obiettivo è arrivare ad una “soluzione pacifica che permetta a palestinesi e israeliani di vivere fianco a fianco in pace e in sicurezza”.