L’AQUILA – Man mano che procede in Prefettura il riconteggio dei voti si fa sempre più concreta l’ipotesi di “anatra zoppa” al Comune dell’Aquila e dunque rischia di avvicinarsi il clamoroso ribaltone dell’esito delle elezioni del giugno 2017 che ha dato la maggioranza al centrodestra di Pierluigi Biondi.
La conferma arriva dal consigliere comunale di opposizione Lelio De Santis, il quale, parlando di “notizie certe avute da parte dei legali che stanno seguendo la partita”, in primis Claudio Verini, sarebbe cosa fatta, dopo i riconteggi del seggio 50 del quartiere Torrione, il recupero della manciata voti, contestati o non assegnati per ipotetici errori di trascrizione, che sono mancati alla coalizione del candidato sindaco del centrosinistra Americo Di Benedetto di vincere al primo turno e chiudere la partita.
Da qui le rabbiose reazioni sia del sindaco Biondi, che parla di “via giudiziaria al potere”, sia dell’assessore e deputato salviniano Luigi D’Eramo che evoca lo spettro del “golpe” e dello “stravolgimento della volontà popolare”.
“Il centrosinistra, da quello che mi hanno confermato i legali – assicura De Santis – a seguito del riconteggio del seggio 50 del Torrione, ha già superato la soglia dei 41 voti per arrivare al 50 per cento più uno al primo turno. Siamo infatti già a quota 44. E manca ancora la sezione di Arischia, che sarà riconteggiata venerdi mattina”.
Secondo altre fonti invece mancherebbero ancora alcuni voti, per superare la soglia, ma comunque la situazione resta in bilico, anche perché c’è poi un centianio di schede contestate al Tribunale amministrativo regionale da parte del centrosinistra.
Se nulla dovesse cambiare significa che si verificherebbe anche all’Aquila, come ad Avezzano, la cosiddetta “anatra zoppa”, con il centrosinistra che vedrà entrare in consiglio dai 5 a 6 consiglieri, ribaltando il rapporto di 20 a 13 a favore della maggioranza.
Certo non sarà così automatico, visto che il Tar dovrà fare la presa d’atto, e la parte che si sentirà lesa potrebbe ricorrere al Consiglio di Stato.
Cosa anche questa accaduta ad Avezzano, dove il sindaco Gabriele De Angelis, dopo aver perso in Appello, è riuscito però a ovviare all’anatra zoppa imbarcando nella maggioranza esponenti dell’opposizione.
Non si è fatta intanto attendere la rabbiosa reazione del sindaco Biondi, sul suo profilo facebook.
“La cosiddetta ‘anatra zoppa’ in salsa centrosinistra aquilano funziona così – si accalora il sindaco -, sei convinto di vincere, tanto che sei sopra di 19 punti al primo turno, dopo che te ne sei mangiati 15 rispetto a un sondaggio di un mese prima. Al secondo turno prendi sette punti di distacco, segno di una chiara volontà popolare. A quel punto fai ricorso ai giudici amministrativi, nonostante l’errore palese di un presidente di seggio che non viene tenuto in considerazione, perché non ti arrendi a dover mollare la mangiatoia”.
E aggiunge: “In pratica la via giudiziaria al e chi se ne frega del voto dei cittadini. Di fatto vuoi l’inciucio o il condizionamento dell’attività amministrativa. Non avrai nessuno dei due: ci vediamo nella mischia, comunque vada”.
Sulla stessa linea D’Eramo.
“È in corso un golpe giudiziario che rischia di ribaltare la volontà degli elettori aquilani- scrive in una nota al fulmicotoene – il 25 giugno del 2017, in maniera netta e inequivocabile, hanno affidato il governo della città alla coalizione di centrodestra. Un atto che non può passare sotto silenzio e del quale informerò il futuro Ministro per l’Interno non appena verrà formato il nuovo esecutivo nazionale”.
“Il ricorso presentato dagli esponenti del centrosinistra – incalza D’Eramo – si basa su una falsata somma totale dei voti, legata alla trascrizione dei numeri di un seggio, il 41, viziata da un palese errore materiale. Non si tratta di dar conto di un’interpretazione normativa del risultato elettorale rispetto all’assegnazione dei seggi, quanto di un manifesto stravolgimento della volontà popolare. Il centrosinistra che si riempie spesso la bocca, a sproposito, di tutela del popolo, dica se questa non é altro che un’operazione di palazzo che mette in discussione il voto nitido del giugno scorso degli aquilani. Tutto ciò non è più tollerabile, soprattutto se si tenta di ribaltare per via giudiziaria un processo democratico come quello delle elezioni. Il primo atto da parlamentare sarà quello di investirne il Governo, affinché assuma le decisioni conseguenti”, conclude D’Eramo.
Esultano invece Paolo Romano e Elia Serpetti,consiglieri comunali di opposzione della lista ‘Il Passo Possibile’.
“Qualora l’anatra zoppa dovesse verificarsi anche all’Aquila sarebbe solo la restituzione del vero risultato elettorale delle passate elezioni amministrative con il riconoscimento, alla coalizione che risulti aver preso più voti, di un maggior numero di consiglieri comunali”.
Stigmatizza su Facebook i toni “isterici” usati dagli esponenti del cetrodestra Fabio Ranieri, di Liberi e uguali
“Poiché leggo già reazioni al limite dell’isterico da parte di esponenti del centrodestra cittadino e poiché sento parlare di golpe, via giudiziaria al potere e di rispetto della volontà popolare – ironizza Ranieri – vorrei semplicemente far notare che riattribuire voti validi (validi !) non assegnati a chi ne aveva diritto per errori all’interno dei seggi vuol dire esattamente rispettare la volontà popolare e la correttezza del voto”.
“Detto questo e ribadito che i candidati ingiustamente esclusi dal Consiglio comunale avevano il sacrosanto diritto di fare ricorso, su una cosa sono d’accordo con il sindaco: se le indiscrezioni di queste ore fossero confermate si torni subito al voto. E la volontà popolare, piaccia o meno, pare si sia espressa l’11 giugno attribuendo la maggioranza assoluta dei voti alle liste del centrosinistra e il 25 giugno eleggendo invece al ballottaggio Biondi come sindaco. Non è che ‘sta benedetta volontà popolare vale ad intermittenza… Detto questo, e ribadito che i candidati ingiustamente esclusi dal consiglio comunale avevano il sacrosanto diritto di fare ricorso, su una cosa sono d’accordo con il sindaco: se le indiscrezioni di queste ore fossero confermate si torni subito al voto”.






