L’AQUILA – “Come è possibile che sia stato prorogato nel ruolo di direttore del Parco Naturale Regionale Sirente-Velino, per tre anni, il pensionando Oremo Di Nino, per di più con un aumento del compenso del 10 per cento?”.
A chiederselo è Mauro Febbo, presidente della Commissione vigilanza e consigliere regionale di Forza Italia, che nei prossimi giorni convocherà il commissario dell’ente Annabella Pace “per capire da una parte se sono stati fatti i controlli sul raggiungimento dei requisiti pensionistici del direttore Di Nino”, che ha ottenuto la proroga con la determina commissariale 34 del 28 dicembre del 2017 e per “chiedere le motivazioni di questa nomina vietata dalla legge con relativa segnalazioni agli organi competenti”.
Febbo infatti sostiene che questa proroga, disposta dal commissario Pace sarebbe in “contrasto con le normative legislative vigenti sul personale in pensionamento” perché se “Di Nino raggiungesse i requisiti pensionistici all’interno dei tre anni della proroga, allora ci troveremmo di fronte ad un abuso gravissimo e ci auguriamo, per la dottoressa Pace che non sia cosi, perché se fosse così, visto che dirige un soggetto pubblico della regione Abruzzo, dovrebbe immediatamente dimettersi da commissario”.
Febbo fa riferimento all’articolo 5 comma 9 della Legge 95 del 2012, che fa divieto di conferire ai medesimi soggetti (pensionati) incarichi dirigenziali e direttivi o cariche in organi di governo delle amministrazioni ed enti regionali. E alla normativa che impone per i “pensionati”, solo incarichi e collaborazioni esclusivamente a titolo gratuito, e per una durata non superiore a un anno, non prorogabile né rinnovabile, presso ciascuna amministrazione.
“In base alla legge 95 del 2012, l’architetto Di Nino – incalza Febbo – non può assolutamente rivestire nessun ruolo o funzione direttive e tantomeno percepire un relativo compenso economico o indennità di posizione addirittura aumentata del 10 per cento come riporta la determina commissariale, dalla data del raggiungimento dei requisiti pensionistici, oggi di 42 anni e 10 mesi per il pubblico impiego”.
“Questo divieto – aggiunge Febbo – di assumere personale in pensione alla carica di funzione direttive viene ribadito anche dalla Legge 90 del 2014, dove vengono eliminate tutte le tipologie di proroghe, scaturite dai contenziosi, nei confronti del personale a riposo. Quindi è del tutto evidente che se la commissaria Pace ha fatto una proroga che supera i limiti di quiescenza relativi all’attuale direttore del Parco Sirente-Velino la proroga stessa è illegittima e contra legem e deve essere immediatamente annullata ritenendo fin da ora tutti gli atti che venissero assunti dal direttore dopo la quiescenza, se questa interverrà durante il periodo di proroga, nulli”.




