CHIETI – La sua invenzione, pubblicizzata sui media, doveva rivoluzionare il mondo dei motori, ma non risulta, almeno finora, che una qualche azienda automobilistica abbia dato avvio a una sperimentazione né, tanto meno, a una commercializzazione.

E, quel che è peggio, a chi glielo ha ordinato, questo kit miracoloso non è mai arrivato, tanto da dover sporgere denuncia per truffa presso i carabinieri.

Per questo motivo, come riporta una nota di Studio 3A, società specializzata nella valutazione delle responsabilità nei sinistri a tutela dei diritti dei cittadini, un commerciante trevigiano si è visto costretto a denunciare per truffa l’inventore chietino Davide Patella.

Il marchingegno elettronico, denominato K19, avrebbe dovuto consentire a qualsiasi mezzo a motore di percorrere a velocità media 38 chilometri con un litro di carburante (diesel o benzina) e, soprattutto, di raggiungere con un pieno di 50 litri di gasolio e 2 litri di additivo i 1.800 chilometri di percorrenza.

Tra chi ha voluto sperimentare il kit, anche un trentunenne commerciante di Silea, in provincia di Treviso, che, allettato dalla possibilità di risparmiare, e molto, sui costi di carburante, il 21 aprile scorso ha contattato Patella al cellulare chiedendogli se potesse venderglielo per installarlo sulla sua Toyota Yaris.

I due hanno pattuito la cifra, 800 euro, che l’acquirente lo scorso mese di giugno ha provveduto a bonificare, come da indicazioni ricevute, ma il pacco con il Kit che doveva portargli a casa il corriere non è mai arrivato.

Tra i due, racconta ancora Studio 3A, sono seguiti fitti scambi di telefonate e whatsapp nei quali l’ingegnere chietino ha addotto ogni genere di scusa per la ritardata consegna, persino di essere rimasto vittima di un incidente stradale, offrendosi infine di eseguire un bonifico di reso della somma ricevuta e inviando persino una copia dell’avvenuta operazione, rivelatasi però anche questa un falso: nel suo conto corrente il commerciante trevigiano i soldi non se li è mai trovati accreditati.

A quel punto il trentunenne, dopo aver diffidato invano per l’ennesima volta anche su Facebook Patella a inviargli la merce o a rendergli il danaro pagato, ha presentato denuncia presso la stazione dei carabinieri di Silea allegando tutta la documentazione e, attraverso la consulente personale Daniela Vivian, si è rivolto alla società.

L’ingegnere nel frattempo si è reso irreperibile: l’utenza telefonica fornita anche ai carabinieri non esiste più.
Studio 3A sta raccogliendo altre denunce simili per valutare le opportune azioni a tutela dei danneggiati: chiunque sia stato vittima di raggiri simili da parte del sedicente inventore abruzzese può contattare il numero verde dello studio, 800090210.