L’AQUILA – Il fronte del rogo sul Gran Sasso si è esteso, in azione 3 canadair e un elicottero, inoltre è stato chiuso e riaperto un tratto di autostrada A24 in via precauzionale.

Oltre al focolaio che sta interessando la cima del monte Siella, nel territorio comunale di Farindola (Pescara), zona del punto di distacco della valanga del 18 gennaio scorso, un altro focolaio, sempre sul monte Siella, sta interessando il versante teramano, nel territorio comunale di Arsita (Teramo).

Al momento nell’area sono in azione quattro mezzi aerei: tre canadair e un elicottero. Ieri sera il rogo, anche grazie alla pioggia, era stato domato, ma in mattinata si sono riattivati due focolai.

“Purtroppo due focolai hanno ripreso vigore” – afferma il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta in una nota. L’incendio si era sviluppato sabato sulla piana di Campo Imperatore.

Le fiamme erano partite da un barbecue. Il rogo, dopo aver interessato le praterie della piana, nell’Aquilano, aveva raggiunto e superato la montagna circostante, bruciando prima la pineta e poi la faggeta, fino a raggiungere il versante pescarese e il monte Siella.

La Procura dell’Aquila ha aperto un’inchiesta. Sei le persone identificate il giorno del rogo.

Un tratto della A24 compreso tra i caselli di Vicovaro-Mandela e Carsoli Oricola è stato chiuso e riaperto dopo poche ore, per consentire l’intervento dei Canadair, impegnati sull’incendio che si è sviluppato a Collelongo (L’Aquila).

Si sono creati alcuni chilometri di coda, soprattutto in direzione L’Aquila, adesso la circolazione autostradale è tornata regolare.
Dall’A24, però, sono ancora visibili le fiamme che si sono sviluppate sulle montagne della Marsica.