ROMA  – Il Giurì d’onore della Camera considera le affermazioni di Giovanni Donzelli come “non lesive” dei tre deputati del Pd da lui citati in Aula in relazione al caso Cospito.

Emerge dalla relazione della Commissione Speciale che è stata nell’Aula di Montecitorio da Sergio Costa, che ha presieduto la commissione speciale; relazione che il Giurì ha approvato all’unanimità. Fdi esulta per il verdetto. Ma il Pd rilancia: “Donzelli, attaccano in tanti, si è rimangiato con il Giurì le parole che ha detto in Aula”. E per Debora Serracchiani “ha fatto marcia indietro su tutta la linea ed ha detto di essere consapevole che con le sue parole la nostra onorabilità era stata lesa”.

La commissione speciale di inchiesta era stata costituita per giudicare sulle affermazioni del deputato di Fdi Donzelli nei confronti di tre colleghi del Pd (tra cui la capogruppo Debora Serracchiani) pronunciate il 31 gennaio.

Erano le giornate in cui si intensificarono gli attacchi degli anarchici a sostegno di Alfredo Cospito, detenuto al 41 bis ed in sciopero della fame contro il carcere duro, quando l’esponente di Fdi diceva, tra l’altro: “Il 12 gennaio 2023, mentre parlava con i mafiosi… […] Cospito incontrava anche i parlamentari Serracchiani, Verini, Lai e Orlando, che andavano a incoraggiarlo nella battaglia!”.

Su queste parole si è concentrato il giurì.

“Nel corso dell’audizione, Donzelli ha evidenziato come i deputati Serracchiani, Lai e Orlando fossero sicuramente interessati alla salute e alle condizioni di detenzione del Cospito ma che a suo avviso il contesto precedente e successivo alla visita abbia potuto avere, anche indirettamente, l’effetto dell’incoraggiamento sul Cospito. La commissione ha preso atto che, secondo quanto affermato in audizione, le parole utilizzate nel suo intervento in Aula, seppure con toni che appaiono politicamente aspri, intendevano essere testimonianza di una preoccupazione riguardo ad eventuali effetti indiretti su un affievolimento dell’istituto di cui all’articolo 41 bis nei confronti del Cospito pertanto non lesive dell’onorabilità dei deputati Lai, Serracchiani e Orlando”, dice la relazione.

Un lungo testo, letto in un’Aula piena e silenziosa, che ribadisce un principio chiave: “il diritto di accesso agli istituti carcerari espressamente previsto dell’articolo 67 dell’ordinamento penitenziario costituisce una delle prerogative proprie del mandato parlamentare e rappresenta un vero e proprio diritto-dovere di ciascun membro del Parlamento. Andare a visitare un detenuto non vuol dire in alcun modo automaticamente condividerne le ragioni o sostenerlo in qualsiasi forma”.

Fdi si schiera con Donzelli, che dopo il verdetto viene travolto, anche fisicamente, in Aula dall’affetto dei colleghi.

“La relazione conclusiva del giurì mette fine ad un’inutile polemica alimentata dal Pd. A nome del gruppo di Fdi alla Camera esprimo la più totale vicinanza al collega Giovanni Donzelli sul quale nessuno di noi ha mai dubitato. Con buona pace di chi ne aveva addirittura chiesto le dimissioni”, dice il capogruppo Tommaso Foti.

Ma il Pd non ci sta, e accusa coralmente Donzelli di aver fatto marcia indietro. Per la capogruppo Serracchiani, “Donzelli si è rimangiato con il Giurì le parole che ha detto in Aula consapevole del fatto che ha leso la nostra onorabilità. Ha fatto marcia indietro su tutta la linea ed ha detto di essere consapevole che con le sue parole la nostra onorabilità era stata lesa”. Per Sergio Lai, “Donzelli ha dovuto ritrattare quanto detto in Aula per evitare di venir accusato di aver offeso l’onorabilità dei deputati Pd”, e Walter Verini accusa il deputato Fdi di “arrampicarsi sugli specchi”.