L’AQUILA – Due di centrodestra ai primi due posti dei più votati alle elezioni comunali all’Aquila, quando comunque manca ancora qualche consenso qui e lì per via della “sezione fantasma” numero 72, che sarà riconteggiata dall’ufficio elettorale centrale.

Si tratta di Guido Liris, non più raggiungibile in vetta a 859 preferenze, quasi 300 in più del 2012, e Roberto Tinari, 715 (ne prese 488 con il Movimento per le autonomie), entrambi di Forza Italia.

Il bronzo tra i top scorer va un po’ a sorpresa all’assessore uscente allo Sport Emanuale Iorio, con 640 voti personali: più del triplo delle 201 preferenze del 2012 tra i Cattolici e democratici.

Questi tre “bomber” da soli fanno il 4,88%, ovvero quanto il candidato sindaco del Cinque stelle Fabrizio Righetti, un dato eloquente.

A seguire Stefano Palumbo, capogruppo dem e assessore per pochissimotempo, con 565 (276 cinque anni fa) e Vito Colonna, terzo tenore forzista che prende 549 voti, una quarantina meno del 2012 quando era con l’Mpa.

Ci sono poi Paolo Romano, ex centrodestra con 364 nel Popolo della libertà passato alla lista civica di Adb Il passo possibile e salito ora fino a 537, e Stefano Albano, segretario comunale dem alla prima competizione, che supera appena l’ottima soglia del mezzo migliaio a 512.

A completare i primi dieci, Emanuele Imprudente di Noi con Salvini (510 contro 563 del 2012), Roberto Santangelo di L’Aquila futura (474), che potrebbe entrare in Consiglio riscattandosi dalla beffa del 2012 quando restò fuori con 492 nel Pdl, e Antonio Nardantonio del Pd, che faceva tandem con la Iorio: prese 258 voti tra i Socialisti riformisti, stavolta con il Pd si è issato fino a 445.

Ottima prestazione per Lelio De Santis appena sotto, 434, neanche candidato nel 2012 ma poi assessore esterno, sconfitto da Di Benedetto alle primarie di aprile. E a 433 si riscatta Alessandro Piccinini, tornato nella sua “An” di cui fu giovane capogruppo, dopo la sbandata per l’Udc che lo aveva fatto scendere a 238.

A sinistra Giustino Masciocco si conferma una garanzia, 422 voti con Articolo 1 dopo i 281 con Sinistra ecologia libertà del 2012, bottino quindi molto aumentato senza aver mai assunto incarichi di governo cittadino.

Chiude il “club dei 400” Elia Serpetti, altro saltatore della quaglia dal centrodestra al centrosinistra nella pseudo-civica Il passo possibile: nel 2012 a destra prese 333 voti, stavolta è arrivato a 415.