L’AQUILA – L’Abruzzo conferma il 15° posto per efficacia e capacità di risposta del sistema di welfare.

La regione mantiene invariate quasi tutte le posizioni ottenute l’anno precedente tra gli indicatori di spesa, registrando un miglioramento significativo  in termini di spesa media regionale per utente fruitore degli asili nido. Infatti, tale spesa è aumentata  da 5.189 euro a 7.796 euro, consentendo alla regione di salire dal 13° al 12° posto a livello nazionale.

Il dato emerge dalle classifiche del “Welfare Italia Index 2022” – strumento di monitoraggio che prende in considerazione gli ambiti di politiche sociali, sanità, previdenza e formazione e consente di identificare, a livello regionale, i punti di forza e le aree di criticità in cui è necessario intervenire – realizzato da “Welfare, Italia”, Think Tank nato su iniziativa di Unipol Gruppo in collaborazione con The European House – Ambrosetti

Il Welfare Italia Index viene presentato analiticamente all’interno del Rapporto Annuale del Think Tank “Welfare, Italia”, disponibile sul sito di  Welfare Italia.

Il Welfare Italia Index è basato su 22 Key Performance Indicator che misurano dimensioni di input , ovvero indicatori di spesa (pubblica e privata) in welfare che raffigurano quante risorse sono allocate in un determinato territorio (ad esempio l’ammontare allocato tramite Fondo Sanitario Nazionale rapportato sul totale della popolazione regionale o l’assegno pensionistico medio mensile degli over 65) e dimensione di output, ovvero indicatori strutturali che rappresentano il contesto socioeconomico in cui si inserisce la spesa in welfare (ad esempio il tasso di disoccupazione o la quota di famiglie in povertà).

Per quanto riguarda gli indicatori strutturali nel loro complesso, l’Abruzzo si posiziona al 14° posto con risultati in linea con la media nazionale.

La regione inoltre raggiunge la decima posizione per tasso di dispersione scolastica regionale (18,2% contro una media nazionale del 20,8%).

In merito agli indicatori di spesa, l’Abruzzo si posiziona al 18° posto.

L’indicatore della spesa in interventi e servizi sociali pro-capite segnala che la regione impiega 71 euro rispetto ai 152 euro della media nazionale mentre la spesa previdenziale media su popolazione over 65 impiega 986 euro a fronte di una media italiana di 1.115 euro.

Resta stabile – rispetto all’anno precedente – il posizionamento relativo allo stato di salute degli abruzzesi (dalla 13° alla 14° posizione) ed ha guadagnato una posizione l’efficacia, l’efficienza, e l’appropriatezza dell’offerta sanitaria, passando dal 15° al 14° posto.

La regione ha una percentuale del 21,1% di giovani NEET (Not in Education, Employment or Training) tra i 15 e i 34 anni (di poco inferiore alla media nazionale che si attesta al 21,8%).

Il tasso di disoccupazione della popolazione con più di 15 anni è pari al 9,6%, in linea con la media italiana. I cittadini inattivi su popolazione in età lavorativa con più di 34 anni rappresentano, invece, il 54,1%, a fronte di una media italiana del 52,8%. Infine, il tasso di part-time femminile involontario abruzzese è del 76,6% contro una media nazionale del 63,8%.

L’Abruzzo si conferma in linea con la media nazionale per numero di pensionati ogni 100 mila abitanti (27,4) mentre il tasso di partecipazione a forme pensionistiche complementari (34,5%) risulta essere di poco sotto la media italiana (37,5%).

La regione scende al di sotto della media italiana anche per quanto riguarda i posti in asili nido autorizzati ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni (pari a 23,8), mentre registra un miglioramento nell’incidenza della povertà relativa familiare (11,5% a fronte di una media dell’11,6%).