L’AQUILA – Medici, infermieri, personale tecnico-amministrativo a servizio delle strutture sanitarie e pazienti si sono ritrovati questa mattina dinanzi alla sede della Direzione generale della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila in via Saragat, nel capoluogo.
A un mese dalla dichiarazione dello Stato di agitazione per la problematica della sostituzione dei pensionati dei Nuclei di cure primarie non c’è ancora nessuna indicazione sul futuro di queste strutture che da 15 anni svolgono un presidio sanitario territoriale essenziale. Si tratta di strutture di base, quattro nel capoluogo, che riuniscono medici di famiglia con ambulatori aperti dalle 8 alle 20, e dove si può usufruire anche di personale infermieristico e di segreteria.
“I dirigenti Asl – ha detto al microfono Francesco Marelli, segretario provinciale Cgil – sembrano più rispondere a logiche di mercato che alle esigenze degli utenti”.
Il segretario provinciale Smi, Guido Iapadre, ha invece ricordato le circa 7mila firme raccolte dalla petizione in difesa dei nuclei di cure primarie, la cui soppressione metterebbe a rischio ben 20 posti di lavoro. “Queste strutture – ha detto – sono state immediatamente ripristinate dopo il terremoto, grazie al riconoscimento della loro funzione sul territorio”.
Il segretario provinciale Fimmg, Vito Albano, ha giudicato “assurda la scelta di fare a meno di questi presìdi, in un momento in cui va verso la realizzazione di Case di comunità”.
Infine, il segretario provinciale Snami, Raffaele Giorgi, nel ribadire che i nuclei di cure primarie servono la quasi totalità dei residenti, ha anche ribadito la proposta di “affidare a questi centri la gestione dei codici bianchi del pronto soccorso”.
Presenti anche i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Pd e Giorgio Fedele, M5s, oltre a vari esponenti del consiglio comunale, tra cui Stefania Pezzopane, del Pd. Una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta nella Direzione.
PIETRUCCI: “REGIONE COLPISCE MEDICI DI BASE, COMUNE TRADISCE L’OSPEDALE”, DOMANI CONFERENZA
“Ho partecipato stamane al presidio organizzato davanti al San Salvatore per difendere i Nuclei di Cure Primarie perché questa vergogna deve finire immediatamente. E Marsilio e Verì non si permettano di scaricare su altri una responsabilità che è tutta e solo loro!”.
Lo scrive in una nota il consigliere regionale Pd Pierpaolo Pietrucci che annuncia per domani una conferenza stampa, in programma alle 11 nella sala Silone del Consiglio regionale, alla quale prenderà parte anche capogruppo Pd al Comune dell’Aquila, Stefano Albano.
“Il provvedimento del direttore della sanità D’Amario – discriminando la ASL1 rispetto a tutte le altre ASL regionali – ha causato il blocco del turn-over dei medici di base: il risultato è che i medici andati in pensione non sono stati sostituiti, i cittadini si ritrovano senza assistenza e chi ha bisogno di cure si rivolge al Pronto Soccorso intasando un sistema già al collasso. Eppure non bisogna spendere un solo euro in più: si devono solo sostituire con giovani medici i sanitari andati in pensione. Si faccia immediatamente una delibera di Giunta per garantire la funzionalità dei Nuclei di Cure Primarie”.
“Quanto all’ospedale dell’Aquila, dopo la presenza e la denuncia fatta nei giorni scorsi con il consigliere Paolucci, domani risponderò alla replica del sindaco e vedremo se – come dice lui per difendere Marsilio – il San Salvatore funziona bene così, non ha bisogno di alcun intervento e se possiamo tenercelo così per i prossimi 30 anni, mentre tutti gli altri realizzano strutture nuove e più efficienti”, chiosa Pietrucci.
PEZZOPANE: “SINDACO ASSENTE, REGIONE E ASL RISOLVANO PROBLEMA CREATO DA LORO”
“Siamo qui non solo a portare solidarietà, ma a condividere una battaglia. La sanità va avvicinata ai cittadini. Massima vicinanza alle organizzazioni sindacali oggi qui presenti. Noi siamo con chi si è sempre impegnato per la nostra salute e con i cittadini bisognosi di prestazioni. I medici dei Nuclei di cure primarie vanno subito sostituiti. Abbiamo presentato anche un’interrogazione al sindaco su questo argomento”, così la consigliera comunale dell’Aquila Stefania Pezzopane.
“Il sindaco dell’Aquila è presidente del Comitato ristretto dei Sindaci e massima autorità cittadina in campo sanitario. Non può fare finta di niente. Per smuoverlo alle sue responsabilità, su questo argomento ci siano mobilitati con il consiglio comunale del 5 dicembre, con la terza commissione consiliare per chiedere attuazione dei 18 punti dell’ordine del giorno approvato e che prevede soluzioni anche per questo problema”.
“La Asl1 ha accumulato un gravissimo ritardo nella nomina e sostituzione dei medici di famiglia, così come oggi state nuovamente denunciando. Tutte le altre Asl abruzzesi continuano regolarmente a sostituire i medici pensionati, mentre la Asl dell’Aquila continua gravemente a penalizzarci”.
“Il sindaco Pierluigi Biondi non chiede al direttore generale ed alla regione nulla che sia utile per i cittadini. Nulla che aiuti il rilancio della nostra sanità. Si prodiga a ringraziare continuamente i vertici della Asl, pure se da questi nulla di significativo viene al territorio. Ma evidentemente il sindaco ha motivi suoi per essere soddisfatto delle scelte di regione ed Asl. Il Consiglio comunale in data 5 dicembre si è riunito su nostra richiesta per una seduta straordinaria ed aperta in cui nuovamente i sindacati hanno chiesto soluzioni per scongiurare la chiusura dei Ncp. Sono interessate 10000 persone, vanno sostituiti circa 7 medici, si rischiano 20 posti di lavoro. Finora solo promesse e annunci, è in gioco il diritto alla salute. Il sindaco deve attivarsi nei confronti della regione e della Asl per questa grave inadempienza che produce importanti conseguenze sanitarie e sociali e pretendiamo di conoscere quando verranno -con precisione di date -sostituiti i medici del Nuclei di cure primarie”.
“Se non si risolve questo problema, come altre questione (dal Cup, alle liste di attesa, ai problemi del pronto soccorso) indicate nell’ odg approvato su nostra proposta dal consiglio comunale, sarà evidente la volontà di ridurre la portata della sanità pubblica a vantaggio di quella privata”.







