L’AQUILA – “In un momento in cui i programmi elettorali e le promesse fioccano, ci si dimentica spesso di partire dalle esigenze reali, con molti candidati che costruiscono castelli di parole e santini elettorali, pronti a crollare subito dopo le elezioni. Tra le esigenze che spesso vengono completamente dimenticate, una delle più scottanti è la sicurezza, con un piano di videosorveglianza del centro storico che da anni langue nel limbico nulla della passata amministrazione. Si è però visto (l’esempio plateale sui portici di san Bernardino) come la videosorveglianza svolga un effetto deterrente importantissimo nei confronti del vandalismo e della criminalità, e di questa deterrenza ci sarebbe indubbiamente bisogno in una città dal centro storico abbandonato a se stesso, dove con la negligente connivenza della sinistra amministrazione fioriscono lo spaccio di droga, il degrado, e quella criminalità urbana che esaspera gli abitanti del centro e i proprietari di case inagibili in attesa dei lavori. Necessaria sarà, dunque, l’adozione del piano di videosorveglianza, che comprenda però anche le zone strategiche a rischio della periferia”.
Lo afferma Roberto Junior Silveri, coordinatore dei Giovani di Forza Italia dell’Aquila e candidato nella lista degli azzurri a sostegno di Pierluigi Biondi.
“Sono sempre di più i proprietari che, nel restauro della propria casa, includono un impianto di videosorveglianza esterna, difendendo la proprietà è, inoltre, fornendo un servizio alla comunità col rendere la città più sicura. La prossima amministrazione potrà dare un sostegno a questi proprietari, che in cambio di questo servizio di vigilanza e deterrenza avrebbero uno sgravio sulle tasse comunali”.
“Troppo spesso – aggiunge – viene poi dimenticato il lavoro di coloro che garantiscono con la loro presenza l’ordine e la vivibilità della città: le forze armate e di polizia. Oltre a operare in una fattiva collaborazione tra Comune e forze in nome della legalità e della sicurezza, la futura amministrazione potrebbe concedere a militari, carabinieri e finanzieri, che spesso non sono aquilani, una percentuale degli alloggi dei progetti C.a.s.e., favorendo quelli con famiglia, che, rendendo L’Aquila la città dei loro figli, contribuiscono a dare linfa alla città, e, con la loro presenza latrice di ordine e legalità, favoriscono la vita civile dei cittadini”.
“Sarebbe, in fondo, una delle tante tessere del mosaico di una L’Aquila di nuovo grande”, conclude Silveri.






