PESCARA – “Fatta la legge, pronto il comunicato stampa”, così si potrebbe adattare oggi il noto adagio, a voler significare che, nell’attuale fase politica, sempre più spesso leggi e provvedimenti vari sono approvati per conquistarsi la ribalta mediatica e tenersi buoni i cittadini in attesa di risposte, ma poi nei fatti rimangono pezzi di carta, perché norme inattuate o senza un euro di copertura.
Un esempio eclatante è, in Regione Abruzzo, il bando 2017 a sostegno dei “caregiver”, ovvero delle famiglie di minori affetti da malattie rare e disabilità gravissima. Bando che avrebbe bisogno di una copertura di 280 mila euro, di cui non c’è ancora traccia, come già documentato da questo giornale.
Allo stesso modo la legge sul caregiver, approvata oltre 4 mesi fa, anch’essa senza un centesimo di copertura, e in questo caso per dare un aiuto strutturale alle famiglie che assistono 24 ore su 24 ore, non solo minori, ma anche adulti con disabilità gravissime, servirebbero non meno di 2 milioni di euro. Per di più, la Giunta regionale non ha ancora approvato il regolamento.
Lunedi 15 maggio nella sede della Regione di via conte Ruvo a Pescara si terrà un incontro per fare chiarezza su entrambe le vicende. Un incontro concesso solo dopo le reiterate richieste della onlus “Progetto Noemi”, che riunisce 240 famiglie con minori con disabilità gravissime, e di cui è portavoce Andrea Sciarretta, padre della piccola Noemi, 4 anni e mezzo, originaria di Guardiagrele (Chieti), affetta da Atrofia muscolare spinale (Sma1).
E sarà interessante capire che cosa diranno in quella sede gli assessori al Bilancio Silvio Paolucci e al Sociale Marinella Sclocco, visto che ad AbruzzoWeb hanno fornito giustificazioni che non collidono affatto. Non uno scaricabarile, ma poco ci manca.
La Sclocco aveva infatti lamentato che per questa posta “era riuscita a reperire solo 80 mila euro”, annunciando un “incontro con Paolucci per risolvere il problema e trovare le risorse mancanti”. L’altro, però, a questa testata replica in modo alquanto perentorio, sostenendo che dovrebbe essere la Sclocco a reperire le risorse necessarie dentro il capitolo di bilancio da circa 22 milioni che le è stato già assegnato.
“Bisogna leggere il bilancio in modo corretto e non parziale – spiega Paolucci – il capitolo del sociale ha ottenuto nella ripartizione del budget circa 22 milioni. I 200 mila di cui si parla per il bando sul caregiver andavano trovati in quella voce di spesa, nel predisporre il piano esecutivo di gestione, che ha facoltà di decidere ciascun assessore”.
Insomma, lo doveva fare la Sclocco. Unica alternativa, aggiunge l’assessore al Bilancio, “è quella di tagliare le risorse ad altri capitoli, cosa pressoché impossibile, viste le note ristrettezze, oppure aumentare le tasse”.
Argomenti ineccepibili dal punto di vista delle regole contabili. Resta il fatto, sostanziale, che la Regione ha clamorose ed evidenti difficoltà a raccogliere financo 200 mila euro, una cifra non certo trascendentale. Solo per fare un confronto, pochi giorni fa la Giunta ha stanziato oltre 11 milioni per riparare chiese, eremi ed edifici ecclesiastici in mezza regione. A proposito di attenzione per i valori cristiani.
E questo la dice lunga sulla situazione finanziaria di un ente che deve ripianare la bellezza di 770 milioni di euro di disavanzo, tirando oltremodo la cinghia.
Se ci sono tutte queste difficoltà su 200 mila euro per il bando, figuriamoci su 2 milioni per finanziare la legge sul caregiver approvata all’unanimità e al suon delle fanfare il 13 dicembre del 2016.
Una legge che riconosce la figura del caregiver familiare, per dare piena valenza al ruolo sociale di tutti quei soggetti che assistono volontariamente e in modo gratuito, una persona cara, amica o parente, adulto o in età pediatrica, affetto da disabilità che richiedono assistenza globale e continuativa tale da condizionare o limitare la sfera esistenziale e professionale dell’assistente.
Ai caregiver la legge dovrebbe garantire varie forme di sostengo e assistenza, attraverso Piano assistenziale di assistenza, (Ppa), in cui l’azione prima improvvisata e solitaria del caregiver viene condivisa e supportata dalla collettività e dagli enti locali. La legge prevede poi un “assegno di cura” e “interventi economici per l’adattamento domestico”, come ad esempio la rimozione di barriere architettoniche a beneficio dei caregiver.
Il regolamento per accedere alle agevolazioni doveva essere approvato dalla Giunta regionale entro 90 giorni dall’approvazione della legge. Il tempo è scaduto ma del regolamento nemmeno l’ombra.
Il primo firmatario di quella legge, il consigliere regionale di Mauro Di Dalmazio di Abruzzo futuro, rinnova a questo giornale tutta la sua amarezza.
“Parliamo di una delle prime leggi del genere approvate in Italia, passata all’unanimità per il suo straordinario valore sociale. Dopo oltre 4 mesi constato, invece, un sostanziale disinteresse sulla sua effettiva applicazione, in particolare da parte della Giunta, che ancora non approva il regolamento”.
Di Dalmazio non manca poi di ricordare che “in sede di legge di bilancio ho presentato un emendamento per dotare di questa leggi dei 2 milioni di copertura. Ma è stato bocciato, con la giustificazione che non potesse essere approvato in quella sede e con l’assicurazione che la copertura sarebbe stata trovata a stretto giro con un altro provvedimento ad hoc. E invece nulla”.
“Del resto se non si trovano i 200 mila euro per il bando, temo non sarà facile ottenere i 2 milioni per la legge”, conclude sconsolato il consigliere.





