BRUXELLES – La riunione degli ambasciatori dei 28 ha rivisto al ribasso la proposta della Commissione Ue che consentiva il finanziamento al 100%, con i fondi europei, delle spese di ricostruzione nelle aree colpite da terremoto e altre calamità naturali, portandolo al 90%.
Vari Paesi hanno avanzato riserve chiedendo infatti che si mantenesse un’aliquota di co-finanziamento nazionale.
Il compromesso trovato ha fissato la quota nazionale al 10%.
Ora la palla passa al Parlamento europeo. Per l’Italia è stata “una discussione surreale”.
Ad avanzare le riserve sulla proposta della Commissione, appoggiata anche dal Parlamento europeo, sono stati Germania, Finlandia, Danimarca, Austria, Regno Unito e Svezia.
“Vedremo come trovare un accordo, mi sembra molto più saggia la posizione del Parlamento, in questi momenti credo che la solidarietà debba prevalere”, ha affermato il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani.
SASSOLI: “CHE SCANDALO, C’E’ CHI VUOLE LUCRARE”
“Siamo scandalizzati, ci sono Paesi che hanno deciso di andare a lucrare in una situazione del genere”.
È quanto afferma il vice presidente del Parlamento europeo David Sassoli dopo la decisione del Consiglio.
La misura era stata approvata dal Parlamento, ricorda Sassoli, “cioè dai cittadini europei”.
“Ne parleremo sicuramente nella prossima sessione a Strasburgo – prosegue – invitiamo il presidente Juncker a rilanciare la proposta e farsi forte del sostegno ottenuto dal Parlamento”.
“L’egoismo dei governi non lo superiamo se non con un po’ più di unità tra Parlamento e Commissione”, conclude.



