L’AQUILA – Sono 128 le segnalazioni arrivate al Comune dell’Aquila di danni in case che nel 2009 erano state classificate A, cioè essenzialmente intatte, dopo le forti scosse di terremoto del 18 gennaio. A queste ne vanno aggiunte circa venti che erano arrivate dopo il terremoto del 30 ottobre a Norcia (Perugia).
Effetti contenuti ma comunque da attenzionare, nel capoluogo, dopo i recenti eventi sismici.
Per questo quattro squadre di tecnici del Centro operativo comunale (Coc) da lunedì daranno il via ai sopralluoghi.
“Per ora si tratta solo di una ricognizione, non essendoci normative di riferimento ed essendo fuori dal nuovo cratere – spiega ad AbruzzoWeb l’architetto Chiara Santoro, responsabile della funzione tecnica del Coc – La richiesta generica che è arrivata dai cittadini è stata quella di effettuare dei sopralluoghi, noi abbiamo estrapolato solo le domande che riguardavano case A, visto che sono le uniche a non aver subìto interventi migliorativi dopo il terremoto del 6 aprile”.
L’unica direttiva a cui si fa attualmente riferimento è infatti la nota del sindaco, Massimo Cialente, in base alla quale “tutti i cittadini che, in seguito al sisma del 18 gennaio, ritengono che la propria abitazione, riparata o ricostruita, abbia riportato danni che la renderebbero non agibile (o che potrebbero comportare rischi per coloro che ci vivono), devono far riferimento prioritariamente ai progettisti e alle ditte di fiducia che hanno progettato ed eseguito gli interventi di riparazione o ricostruzione dell’edificio”.
Le verifiche del Comune rappresentano una mera presa d’atto, perché, spiega la Santoro, “non abbiamo ancora una normativa di riferimento, quindi non ci sarà alcuna conseguenzialità per eventuali contributi, ma è solo per assicurarci che l’edificio è utilizzabile in attesa di direttive per ‘fuori cratere'”.



