L’AQUILA – Con una cerimonia molto semplice, ma sentita, è stato commemorato ieri all’Aquila l’eccidio dei Nove martiri giovinetti, i giovani oppositori del regime nazifascista che, catturati sulle montagne di Collebrincioni mentre si esercitavano con fucili e bombe a mano, furono fucilati nella caserma Pasquali il 23 settembre 1943.

Il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha deposto una corona sul luogo dell’eccidio, che si trova all’interno della Pasquali Campomizzi: un prato contrassegnato da due croci, là dove furono scavate le due fosse comuni in cui furono uccisi i giovani, divisi in due gruppi di cinque e di quattro.

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I ragazzi uccisi, di età compresa tra i 17 e i 20 anni, erano studenti, operai e impiegati. I loro corpi vennero ritrovati solo il 13 giugno 1944, dopo la liberazione della città dell’Aquila.

“È una grande commozione – ha dichiarato il primo cittadino al termine della cerimonia –  Conosco questa storia attraverso i racconti di mio padre, che li conosceva, era loro coetaneo, e anche lui prese la strada della lotta antinazista e antifascista. È terribile pensare che si tratti dei primi caduti civili della guerra di liberazione e soprattutto che fossero ragazzi, non si può dimenticare”.

“Sono 67 anni – ha aggiunto Cialente – e ogni volta si pensa a quanta vita hanno perso questi ragazzi, a quello che avrebbero potuto dare agli altri e soprattutto a se stessi, quindi la commozione è grande”.

Sulla celebrazione di quest’anno, il sindaco ha aggiunto che “quest’anno c’è l’ulteriore rammarico che non è possibile neanche andare a rendere omaggio alle loro tombe, perché il cimitero è ancora in pessime condizioni”.

Non sono mancate comunque le iniziative. “Questa mattina – ha concluso Cialente – abbiamo organizzato con le scuole e il professor Cavalieri: i ragazzi stanno ripercorrendo a Collebrincioni la stessa strada che fecero i Nove martiri. Dovremo trovare il modo di recuperare questa celebrazione, che sta risentendo della nostra situazione”.

Oltre a numerose autorità militari, alla commemorazione hanno preso parte anche il prefetto del capoluogo, Giovanna Maria Iurato, e il vescovo ausiliare Giovanni D’Ercole.

Questi i nomi dei nove martiri aquilani: Anteo Alleva, Pio Bertolini, Francesco Colaiuda, Fernando Della Torre, Bernardino Di Mario, Bruno D’Inzillo, Carmine Mancini, Sante Marchetti e Giorgio Scimia. (alb.or.)