“Solo chi rappresenta un partito che già dal simbolo richiama il fascismo può oltraggiare la memoria dei Nove Martiri e della Resistenza con una polemica meschina e falsa sul presidio organizzato nell’omonima, gloriosa Piazzetta cittadina, in onore e in memoria dei giovani uccisi nel ‘43 dai nazifascisti”.

E’ a durissima reazione delle associazioni aquilane che oggi hanno promosso le iniziative per il 76° anniversario della Festa della Liberazione, contro Michele Malafoglia, portavoce comunale dell’Aquila di Fratelli d’Italia, secondo il quale a Piazza IX martiri, ci sarebbero state “decine di persone, giovani e non, che con la scusante di celebrare il 25 aprile non solo hanno dato vita ad assembramenti incontrollati ma hanno banchettato nell’area e addirittura sotto la lapide posta in memoria di giovani uccisi per inseguire quella libertà che oggi viene calpestata senza alcun pudore da comportamenti irresponsabili”, e arrivando a parlare della “solita morale di certa sinistra caviale e champagne, per cui alcune cose sono sbagliate se le fanno gli altri: quando tocca a loro essere colti con le mani nella marmellata c’è  sempre una giustificazione, una interpretazione per cui anche le più basilari norme del vivere civile possono essere ribaltate e adattate all’esigenza del momento. Come oggi in centro, all’Aquila”.

Nella nota le associazioni invece sostengono che “tutto si è svolto tranquillamente e regolarmente, in piena sicurezza e sotto il controllo della questura, delle forze dell’ordine e della polizia municipale. Stamattina, nel 76° anniversario della Liberazione, nella piazzetta sono risuonate poesie, parole e canti di libertà, di pace e di lotta partigiana per esaltare il coraggio, l’esempio e il sacrificio estremo dei nove ragazzi da cui è nata L’Aquila democratica”.

“Se in un giorno come oggi si vuole trovare un simbolo di vergogna lo si cerchi in Comune tra chi ha oltraggiato i familiari dei Nove Martiri a cui è stato impedito persino di partecipare alla cerimonia alla Caserma Pasquali dove furono fucilati. I fascisti di ieri e di oggi fanno veramente pena. E noi orgogliosamente continueremo a batterci, scegliendo di stare dalla parte giusta: dalla parte dell’antifascismo, della libertà, della giustizia e della dignità delle persone”, conclude la nota.

Duro anche il commento su Fb dell’ex assessore comunale alla ricostruzione Pietro di Stefano.

“Quanto sei penoso con quelle tue miserevoli dichiarazioni. Speri che le categorie ti difendano solo perché le usi come strumento per le tue illazioni? Ti sbagli. C’è intelligenza e orgoglio tra chi vive i drammi devastanti di questa pandemia, c’è speranza e consapevolezza che ne usciremo con le azioni opportune scrive Di Stefano -. Resta solo il fatto che proprio non ti o vi entra in testa: il 25 Aprile è un giorno di libertà. Guarda i telegiornali e ascolta i canti della liberazione che sono riecheggiati in tutta Italia. Si, eravamo in tanti a piazza 9 martiri, in diversi hanno portato i fiori; mancava solo la corona del Comune vicino alla lapide con i loro nomi. Eravamo in tanti ma rispettosi delle norme, tutti con la mascherina senza poterci abbracciare o stringere la mano. Il nostro è stato un abbraccio ideale, forte, solido come solida è la nostra democrazia che quel 25 aprile ci ha donato. Abbiamo anche cantato Bella Ciao, in coro e con bel tono”.

“Ti disturba tutto questo? Fattene una ragione, anzi fatevene una ragione: il 25 Aprile è forte e robusto e non saranno le vostre azioni di disturbo a distoglierci dal celebrarlo.
Combattiamo tutti i virus: per la pandemia ci vuole il vaccino, per il fascismo ci vuole la ragione.
Buon 25 Aprile anche a te Malafoglia, goditi questa giornata di libertà perché essa ti è arrivata col prezzo pagato dagli altri”, conclude Di Stefano.