NEW YORK – 11/09, 12 anni, 3.000 vittime.

Sono questi i numeri del dolore nel giorno in cui il mondo ricorda l’attentato che nel 2001 sconvolse gli Stati Uniti e non solo.

C’è anche un altro 11 settembre, quello del Cile dove commemorano i 40 anni dal golpe che portò al regime di Augusto Pinochet e causò la morte del presidente Salvador Allende.

L’ATTACCO DI AL QAEDA

È ricordo ancora vivo e alimentato dai timori su Al Qaeda, riaccesi dalla recente e terribile questione siriana.

Il cuore degli eventi commemorativi sarà come sempre Ground Zero, il luogo dove un tempo batteva il motore economico di New York. Prima che i due aerei si schiantarono contro la Torre Nord e la Torre Sud del World trade center, accartocciandosi poco dopo su loro stesse.

Le celebrazioni saranno aperte dall’inno nazionale, proseguiranno poi con la consueta lettura nei nomi delle vittime, un ricordo scandito da diversi minuti di silenzio nell’ora esatta degli schianti degli aerei.

Tutto si svolgerà nei pressi del “nuovo” Ground Zero, dove la ricostruzione prosegue spedita: quattro nuove torri che ospiteranno uffici, negozi, spazi dedicati alle arti performative, una nuova stazione dei mezzi pubblici, un memoriale e un museo dedicati all’attentato.

La Freedom Tower, la torre numero uno del nuovo World Trade Center è quasi ultimata. Il Memoriale dedicato alle vittime dell’attentato dell’11 settembre 2001 è stato invece inaugurato due anni fa, in occasione del decimo anniversario della tragedia.

IL CILE RICORDA I DESAPARECIDOS

Il Cile ricordare i ‘desaparecidos’ del regime di Augusto Pinochet.

Sono passati 40 anni dal golpe dell’11 settembre 1973 che instaurò la dittatura. Oggi un migliaio di manifestanti, a Santiago, si sono sdraiati per strada restando fermi per 11 minuti.

Il Cile è ancora diviso sul significato dell’attentato, a distanza di anni ancora controverso.

Il presidente Sebastian Pinera, vicino alla destra, ha affermato che fu il socialista Salvador Allende, destituito e morto durante il golpe, a distruggere la legalità del Paese.

L’opposizione ribatte invece denunciando la repressione di un regime a cui viene attribuita la morte di 3000 persone e la “scomparsa” di decine di migliaia.

Il golpe di Pinochet ebbe un’influenza politica enorme in tutto il mondo, e l’eco di questo avvenimento si farà sentire significativamente anche in Italia negli anni settanta.

Con l’appoggio a Pinochet, gli Usa vollero preventivamente stroncare sul nascere la pericolosa via al socialismo, mandando un segnale di avvertimento a tutti i partiti socialisti, comunisti e organizzazioni terroristiche che cercavano di conquistare il potere in vari paesi del mondo.

Ancora oggi in Cile èdifficile far luce sull’evento, perché un decreto sull’amnistia del 1978 esclude da responsabilità penali tutti coloro che violarono i diritti umani dal 1973 al 1978.

LE STORIE

SANT’EUSANIO, RINASCE LA TARGA PER LA DONNA MORTA A NY

SANT’EUSANIO FORCONESE – La targa che intitola a Lorena Lisi, vittima dell’attentato alle Torri Gemelle a New York dell’11 settembre 2001, la piazza principale di Sant’Eusanio Forconese (L’Aquila), da tempo divelta dal suo basamento, è stata riposizionata proprio oggi dal Comune, in occasione della dodicesima ricorrenza della strage.

“Non sappiamo quando e in che modo sia stata abbattuta, ma appena lo abbiamo saputo abbiamo provveduto a rimetterla subito a posto”, spiega ad AbruzzoWeb il sindaco del paese, Giovanni Berardinangelo.

Originaria del paese aquilano, la donna era nata negli Usa il 6 giugno 1957 e rivestiva un ruolo manageriale di rilievo: era infatti vice presidente della “Fiduciary Trust Company International”, con sede in una delle due torri del World Trade Center, entrambe abbattute nell’attentato terroristico del 2001.

“Era una donna sempre disponibile con tutti, col sorriso sulle labbra e innamorata del suo paese, in cui tornava abitualmente”, prosegue il primo cittadino.

“In questo giorno il paese vive la commozione per ciò che è successo a Lorena e alle altre vittime, per questo l’amministrazione comunale ha donato un mazzo di fiori in memoria di Lorena”, conclude. Sandra Console