L’AQUILA – L’obiettivo è tornare in zona arancione “entro e non oltre” l’8 dicembre, in concomitanza con “l’avvio della stagione natalizia”, quella più importante sotto il profilo del commercio.
Lo ha ribadito il governatore, Marco Marsilio, a margine della visita di questa mattina all’Aquila, al “drive in” di Monticchio per visionare l’andamento dello screening massivo per la ricerca dei positivi asintomatici al coronavirus.
Marsilio ha anticipato quelli che potrebbero essere gli esiti della riunione di oggi della Cabina di regia nazionale, composta da Ministero della Salute e Istituto superiore di sanità, che dovrà valutare l’andamento dell’epidemia regione per regione.
Un annuncio fatto in un contesto di durissimo scontro politico con le opposizioni di centrosinistra e M5s che puntano il dito contro Marsilio per il rischio che l’Abruzzo resti u zona rossa più delle altre regini a seguito della decisione di aver auto imposto alla regione le normative più stringenti anti-contagio.
“Dai dati in nostro possesso – ha detto Marsilio – pensiamo di poter anticipare che l’indice di trasmissione del virus, il famigerato Rt, sarà sotto 1, probabilmente 0,9. Questo indica il fatto che in una decina di giorni siamo passati da uno scenario 4, con Rt sopra 1,50 a uno scenario 1, con Rt inferiore a 1. E’ un progresso molto significativo. Ho chiesto al Ministero della Salute di tenere conto di questo e di non applicare in maniera fredda e burocratica i giorni che sono stati applicati, con onestà, a tutte le regioni che si sono trovate nella condizione dell’Abruzzo”.
Marsilio si riferisce al fatto che prima di cambiare fascia c’è bisogno di 14 giorni di calo degli indicatori. Una discesa che per la regione è cominciata il 27 novembre e dovrebbe concludersi, dunque, il 10 dicembre.
“Mi aspetto che questa sera il Ministro Roberto Speranza – ha proseguito Marsilio – farà la sua nuova ordinanza, ma so già che la farà con decorrenza fino al 10 dicembre. Rimane un residuo di speranza che il responso della Cabina di regia lo incoraggi a tenere conto dei giorni in più che abbiamo fatto di zona rossa, anticipando le decisioni del Ministero (con l’ordinanza regionale del 16 novembre) e accorciarne la durata. In ogni caso resteremo in contatto con il Ministero per tutto il fine settimana, monitorando i dati: se anche il ministro proseguisse nella sua intenzione di applicare gli ulteriori sette giorni di permanenza in zona arancione, prima di dichiararla, noi domenica, all’esito di questo ulteriore monitoraggio, chiederemo e faremo una rivalutazione dell’Abruzzo”.
“L’obiettivo – ha concluso Marsilio – è passare in zona arancione entro e non oltre l’8 dicembre, per permettere l’apertura di negozi e attività commerciali nel momento più importante, quando di fatto comincia la stagione natalizia”.
Una declassamento evocato dalle categorie più colpite dalle restrizioni. Oggi a Pescara si è svolta una manifestazione della Confcommercio.
“La rabbia delle attività economiche che rappresentiamo ha ormai superato il livello di guardia. Abbiamo manifestato pacificamente in Piazza Unione per chiedere di tornare a lavorare – ha detto il presidente della Confcommercio Pescara, Riccardo Padovano -. Il permanere dell’Abruzzo in zona rossa malgrado abbia ormai parametri da zona arancione causerà enormi danni al settore nel momento decisivo per gli acquisti di Natale. Ogni giorno in più con i negozi chiusi è un ulteriore regalo di Natale alle grandi multinazionali che gestiscono le piattaforme del commercio on line. Amazon festeggia e ringrazia!”.
“Un disastro senza precedenti”, hanno a loro volta sottolineato il presidente regionale di Confesercenti Abruzzo Daniele Erasmi ed i presidenti territoriali Raffaele Fava (Pescara), Franco Menna (Chieti), Nino Bertoni (Teramo), Mario Antonelli (L’Aquila) e Filiberto Figliolini (Avezzano), annunciando la convocazione per domani, sabato 5 dicembre, di un’assemblea pubblica sulla piattaforma Google Meet a partire dalle 10.30.
“Per le nostre imprese vuol dire perdere giorni cruciali negli acquisti di fine anno, un periodo che complessivamente vale anche il 50 per cento del fatturato. Restiamo basiti di fronte alla superficialità, al pressappochismo, alla strumentalizzazione politica protagonisti delle scelte compiute sulla pelle di decine di migliaia di imprese e famiglie. Ora la Regione Abruzzo, inequivocabilmente principale responsabile di questo disallineamento temporale con il resto d’Italia, ha un solo dovere: introdurre immediatamente nuovi ristori che compensino questi giorni persi. E garantisca che entro la fine di questo anno le imprese riceveranno i ristori annunciati ad aprile dalla stessa Regione e non ancora arrivati alle imprese abruzzesi per l’incapacità di mettere il bisogno delle persone prima della burocrazia regionale. Non si può assolutamente tollerare un solo giorno di ritardo: Marsilio mobiliti immediatamente la macchina regionale per sanare i sei mesi di ritardo nell’erogazione dei bonus del Cura Abruzzo e trovi le risorse per nuovi ristori”.
Nelle ultimi giorni dure le accuse delle opposizioni in Regione: “Le cose sono due: o il presidente Marco Marsilio non sapeva quello che faceva quando ha disposto la zona rossa in Abruzzo oppure oggi è in malafede e tenta goffamente di scaricare sul Governo nazionale le conseguenze della sua ordinanza. Non conosceva il contenuto dei Dpcm quando emanava l’ordinanza? Lo scopre solo oggi e adesso cade dalle nuvole: se è così, significa che Marsilio ha preso decisioni determinanti per il futuro del nostro territorio senza essere del tutto consapevole di ciò che queste potessero comportare. Una cosa molto grave. Oppure è in malafede. Non so dire cosa sia peggio”, ha detto il capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi.
ha incalzato il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci: “L’Abruzzo è l’unica regione a rimanere in zona rossa. Marsilio conosceva le norme quando decise. Ci tornano in mente le parole del presidente romano Marsilio che solo qualche giorno fa, faceva il giro di tv e radio per annunciare che la nostra regione sarebbe stata zona Rossa per scelta della Regione; e alle domande dei giornalisti rispondeva che “intanto tra pochi giorni saranno tutte rosse le regioni”. Ora diciamo al presidente romano che secondo le attuali norme probabilmente a restare Rossa sarà solo la nostra regione”.






