L’AQUILA – Ma che fine ha fatto la zona franca urbana per L’Aquila? Dal 6 luglio, giorno in cui fu confermato nella manovra di bilancio con un aumento di dotazione finanziaria (da 45 a 90 milioni), non si è quasi più parlato del provvedimento che consentirebbe di far insediare nell’Aquilano piccole e medie imprese a condizioni favorevolissime, in regime di esonero contributivo e fiscale.

A illustrare cosa accadrà nel prossimo futuro è il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, aquilano, che della zona franca ha fatto una battaglia decisiva fin dai primi mesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009.

“Un decreto attuativo del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti – spiega – stabilirà le modalità. Ho saputo dal presidente Gianni Chiodi che proprio ieri ha parlato con il ministro, sarà poi l’Agenzia delle entrate a stendere materialmente l’atto. Per quello che ne so, non ci dovrebbero essere problemi, una volta avuto l’okay lo farà in tempo reale”.

A quel punto entrerà in gioco l’Unione europea. “L’atto – aggiunge De Matteis – sarà inviato in Europa che può prendersi fino a 60 giorni di tempo per decidere. Spero lo faccia prima, sui tempi non voglio fare previsioni. Dico solo che oltre un anno fa fu ‘suggerita’ una valutazione positiva, e che in Italia l’unica Zfu rimasta è la nostra, le altre sono state trasformate in zone a burocrazia zero, che a noi non potrebbero servire”.

De Matteis non è spaventato dal silenzio che c’è sull’argomento. “Se n’è parlato troppo in passato, spesso a sproposito – ricorda – ma oggi non credo se ne parli poco, l’importante è che si facciano gli atti propedeutici per arrivarci. Intanto abbiamo evitato che sparisse questo provvedimento, e raddoppiato la dotazione finanziaria, per il resto continuerò a stare dietro a questa faccenda come un cane da guardia!”. (alb.or.)