L’AQUILA – Utilizzare i 90 milioni per la zona franca urbana per il finanziamento di misure a sostegno dell’economia locale, come il regime ‘de minimis’ e altre norme finalizzate a sostegno alle imprese, qualora da Bruxelles non dovesse arrivare il via libera agli aiuti di Stato.

A lanciare la proposta è il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che chiederà direttamente al Governo guidato da Mario Monti di inserire il provvedimento nel cosiddetto decreto ‘milleproroghe’ oppure in qualche altro strumento normativo che dovrà essere approvato dal Parlamento.

Un’idea che nasce dopo i cupi presagi del primo cittadino, secondo il quale “ci sono poche possibilità che venga approvata la zona franca urbana per L’Aquila. Sono molto preoccupato per la risposta che dovrebbe venire dall’Ue il 23 gennaio e, qualora fosse negativa come temo, dobbiamo essere pronti da subito per non veder sfumare quei fondi che la legge assegna alla nostra città per l’istituzione della zona franca”.

Con l’articolo  10 comma 1 bis della legge 77 sul terremoto del luglio 2009, infatti, viene istituita la zona franca all’Aquila con una dotazione finanziaria di 45 milioni; fondi che arriveranno a 90 milioni con la legge 122 del luglio 2010.  Risorse che, però, sono vincolate all’autorizzazione da parte dell’Ue della zfu, e che rischiano di rimanere sulla carta qualora la Commissione europea non dovesse dare parere positivo.

“Ho già contattato il Governo e c’è un accordo di massima per inserire l’emendamento, che ho redatto personalmente, o al decreto milleproroghe o ad un altro ‘vagoncino’ legislativo. Con il ‘no’ da parte dell’Europa alla zfu non si potrebbe parlare  di ‘zona franca L’Aquila’: mi è stato spiegato che ci sarebbero dei problemi sotto il profilo normativo con quella dicitura. Propongo allora di utilizzare quei fondi per finanziare il regime ‘de minimis’ e altre 26 misure di incentivo alle piccole e medie imprese locali, che non hanno bisogno di autorizzazione dall’Europa e che vanno solamente comunicate”.

Sui motivi per i quali la zfu potrebbe non essere concessa Cialente spiega: “Innanzitutto sarebbe in deroga alle normative vigenti, e soprattutto, non è stato spiegato bene quali fossero i reali motivi dell’esigenza della zona franca. L’Aquila è stata trattata come il quartiere Rancitelli a Pescara o le banlieue parigine. Piuttosto chiedo alle forze produttive cittadine di individuare un percorso comune per capire qual è la forma di sostegno alle imprese che meglio può contribuire al rilancio dell’economia cittadina”.

Stando a quanto dichiarato dal sindaco “l’emendamento verrà proposto direttamente dal Governo Monti”; non sarà presentato, pertanto, né da parlamentari Pd o del centrosinistra.