TERAMO – Il tavolo nazionale del centrodestra, assicurano da Roma, è in work in progress, e sta esaminando la questione Teramo al pari degli altri capoluoghi italiani al voto in Italia il 14 e 15 maggio. Ma il tempo scorre, le elezioni si avvicinano, e cresce il nervosismo tra i partiti abruzzesi della coalizione, che contavano di chiudere sul nome dell’assessore regionale della Lega, Pietro Quaresimale, già lunedì scorso, per poi lanciarsi in campagna elettorale e cominciare a lavorare finalmente alla composizione delle liste.
Tenuto conto che gli avversari sono già da tempo in campo: il sindaco uscente del centrosinistra, Gianguido D’Alberto, l’ex vicesindaco Maria Cristina Marroni, di Italia viva, e l’avvocato Carlo Antonetti ex presidente del Teramo basket, che dopo l’appoggio di Azione, il partito di Carlo Calenda, ma soprattutto, in Abruzzo, del deputato di Roseto, Giulio Cesare Sottanelli, è ad un passo dall’incassare anche quello di Futuro In, la civica di Paolo Gatti, ex assessore regionale ed ex mister preferenze, che sancirebbe il definitivo addio al centrodestra, ricollocandosi nel terzo polo.
Il centrodestra invece deve ancora attendere: i segretari regionali della Lega, Luigi D’Eramo il sottosegretario all’Agricoltura, di Fdi, il senatore Etel Sigismondi, di Forza Italia, il deputato Nazario Pagano, dell’Udc, Enrico Di Giuseppantonio, sindaco di Fossacesia, hanno già indicato ai loro referenti nazionali il nome da loro gradito come candidato sindaco per Teramo, indicazioni che convergono oramai su Quaresimale, avvocato 48enne originario di Campli, di cui è stato sindaco, da vent’anni residente a Teramo, e dal 2019 assessore regionale con deleghe di peso come il Sociale, l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro, eletto con ben 8.838 voti. Uno dei tre nomi della terna individuata dal tavolo regionale da oramai due settimane, assieme al consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Pasquale Tiberii, e all’avvocato Carlo Antonetti, che però poi si è sfilato candidandosi direttamente. C’è poi stata la “meteora” Paolo Tancredi, ex parlamentare ed ex consigliere regionale Pdl, poi passato al Nuovo centrodestra, oggi manager e coordinatore regionale di Noi con l’Italia, la cui candidatura più centrista è stata avanzata dalla coalizione, ma poi è naufragata, anche per la non disponibilità del diretto interessato, non gradito per i suoi trascorsi nei governi del centrosinistra, in particolare dalla base della Lega e Fdi.
C’è chi dice, a questo proposito, che il ricorso al tavolo nazionale, che avrà l’ultima parola, è un espediente per i dirigenti locali, in particolare per attribuire la responsabilità della scelta a Roma, e di avere le mani nette, in relazione a qualche promessa non mantenuta nei confronti Tancredi, del suo amico Gatti, che mantiene buoni rapporti con il presidente della Regione Marco Marsilio, di Fdi, e di Antonetti. Tenuto conto che con costoro occorre mantenere comunque un canale di dialogo, in vista di eventuali ballottaggi, e conseguenti apparentamenti o appoggi esterni.
Sul fronte del centrosinistra, definitivamente archiviato il uscente Gianguido D’Alberto, di convincere l’ex vicesindaco Maria Cristina Marroni candidata civica sostenuta da Italia viva, e due civiche, a fare un passo indietro. La vittoria Elly Schlein alle primarie aperte del Partito democratico, che appoggia D’Alberto, ha allontanato ancora di più i centristi di Italia viva, di cui Marroni è segretaria provinciale.
Intanto la civica di Gatti, Futuro In, che nelle ultime due elezioni comunali teramane ha preso il 17% e poi l’11%, è oramai ad un passo dal ufficializzazione dell’appoggio ad Antonetti, come emerso da un riunione convocata da Gatti ieri sera con i componenti della lista elettorale, già pronta. (f.t.)






