TERAMO – Giorni di fuoco per la partita delle elezioni comunali di Teramo del 14 e 15 maggio. Nel centrodestra si attende l’ufficializzazione della candidatura dell’assessore regionale della Lega, Pietro Quaresimale, ma il via libera del tavolo nazionale atteso ieri, massimo oggi, ancora non arriva.
Nel centrosinistra il sindaco uscente Gianguido D’Alberto, in corsa per un secondo mandato, lavora per convincere l’ex vicesindaco Maria Cristina Marroni candidata civica sostenuta da Italia viva, a fare un passo indietro. Ma pare senza fortuna.
Il candidato civico, l’avvocato Carlo Antonetti ex presidente del Teramo basket, incassa l’appoggio di Azione, il partito di Carlo Calenda, ma soprattutto, in Abruzzo, del deputato di Roseto, Giulio Cesare Sottanelli, e alla fine ad appoggiarlo, in assenza di alternative sarà anche Futuro In, la civica di Paolo Gatti, ex assessore regionale ed ex mister preferenze, oramai ai ferri corti con il centrodestra.
Andando dunque con ordine: Quaresimale scalpita e si sente già in partita, e si sta muovendo già per individuare le sedi elettorali. La sua candidatura che ha avuto il beneplacito di Lega, Fdi, e arrivati a questo punto anche da Forza Italia, dovrebbe essere scontata.
“Ho dato la mia disponibilità, ora attendiamo il tavolo nazionale: se sarò io il candidato sindaco del centrodestra a Teramo, mi metterò al lavoro per una campagna elettorale che ha tempi stretti”, ha dichiarato al Messaggero.
Il puntò è che la bollinatura spetta al tavolo nazionale, e va ricompresa in un ragionamento e in una partita di più ampio respiro, visto che si vota, oltre che a Teramo, anche in altri importanti capoluoghi, come Ancona, Brescia, Brindisi, Imperia, Latina, Massa, Pisa, Siena, Sondrio, Terni, Treviso e Vicenza.
L’investitura dell’avvocato 47enne, della vicina Campli, di cui è stato sindaco, sembra però, non avere alternative, soprattutto dopo l’uscita di scena di Paolo Tancredi, ex parlamentare ed ex consigliere regionale Pdl, poi passato al Nuovo centrodestra, oggi manager e coordinatore regionale di Noi con l’Italia. Ipotesi nata nel tavolo del centrodestra regionale, ad una condizione, che fosse esclusa tassativamente la partecipazione allo schieramento in suo appoggio di Gatti, amico di Tancredi, visto oramai con il fumo negli occhi da Lega e dal suo segretario regionale, il sottosegretario Luigi D’Eramo, e dal coordinatore provinciale, il sindaco di Giulianova, Iwan Costantini. Come pure da Forza Italia, dove a dettare la linea è il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, molto di più del segretario regionale, il deputato Nazario Pagano. All’ipotesi Tancredi ha lavorato, in prima persona il presidente della Regione, Marco Marsilio, Fdi, incontrando il leader di Noi con l’Italia, l’ex ministro Maurizio Lupi. Ma il punto è che alla fine a dichiararsi non disponibile è stato lo stesso Tancredi, precisando ad Abruzzoweb, “non ho mai dato ma disponibilità a scendere in campo. Ho sempre sostenuto che per opporsi con successo ad un sindaco uscente serve una adeguata tempistica, una strategia ed una organizzazione molto efficace. Oltre che una coalizione coesa”.
C’è chi dice che sia rimasto contrariato anche per il niet a Gatti. Ad ogni modo alla fine è stata considerata più forte e coerente e di “centrodestra” la candidatura di Quaresimale, in forza del suo ruolo di assessore regionale, con deleghe di peso come il Sociale, l’Istruzione, la Formazione e il Lavoro, e che in questi anni molto si è speso per il territorio di provenienza. Forte anche di un pesante bacino di voti, ben 8.838 ottenuti alle elezioni regionali del marzo 2019.
Il sindaco D’Alberto, intanto, sente profumo di vittoria, ma lavora a ricompattare il campo largo del centrosinistra. Il Partito democratico lo appoggerà, dopo avergli reso difficile la vita nella maggioranza. E punto di svolta è stata la mazzata rimediata alle elezioni per la presidenza della Provincia di Teramo, dove il Pd ha appoggiato, per l’ira e lo scherno della base, assieme a Fratelli d’Italia, il candidato Domenico Piccioni, sindaco di Tortoreto, battuto dal candidato di D’Alberto, il sindaco di Valle Castellana, Camillo D’Angelo. Inoltre la vittoria a livello nazionale, e ad anche provinciale e cittadino di Elly Schlein alle primarie aperte del Pd, è un altro punto a favore del sindaco, che l’ha appoggiata con convinzione, da non tesserato, a differenza ad esempio della presidente regionale del Pd Manola Di Pasquale e dei consiglieri regionali teramani Dino Pepe e Sandro Mariani, schierati per Stefano Bonaccini.
E il sindaco ha tentato di convincere a fare un passo indietro, ma senza un proposta credibile e solida, l’altra candidata sindaco, Maria Cristina Marroni, coordinatrice provinciale di Italia Viva, anche lei schierata alle provinciali con D’Angelo, e un tempo vicesindaco proprio con D’Alberto, Proposta rifiutata, se ne parlerà semmai al ballottaggio. Marroni resta così in corsa e avrà l’appoggio anche del consigliere eletto con M5s, Ivan Verzilli, poi passato con Cittadini in Comune, la lista che appoggia Marroni, e questo potrebbe portarsi dietro parte del voto pentastellato, visto che il movimento difficilmente proporrà un candidato sindaco, non avendone le forze.
Gongola intanto Antonetti, che ha incassato l’appoggio di Azione, che dunque come avvenuto alle elezioni per la presidenza della Provincia, prenderà una strada diversa da quella di Italia viva, con cui sarebbe federata, in vista, addirittura della costituzione di un partito unico.
Antonetti era stato proposto nel tavolo del centrodestra da Tancredi, ma l’ex parlamentare difficilmente potrà ora appoggiarlo, per non rompere con lo stesso centrodestra, da cui dipende il suo ritorno alla ribalta politica e in linea con la posizione di Noi con l’Italia.
A schierarsi con Antonetti, in assenza di alternative, sarà invece con ogni probabilità Gatti. Oramai i ponti con il centrodestra sono per lui bruciati, il suo unico gancio è rappresentato dal presidente Marsilio, ma il governatore può fare poco se a livello provinciale Lega e Forza Italia in particolare di Gatti non ne vogliono neppur sentir parlare. Del resto, a convincere Sottanelli ad appoggiare Antonetti è stato in primis Gatti, rinnovando una alleanza che si è dispiegata alle elezioni di Roseto, vinte dal “sottanelliano” Mario Nugnes, e in altre partite e trame politiche teramane.






