L’AQUILA – Potrebbe sembrare fantapolitica, ma negli ambienti che contano e anche tra la gente se ne parla eccome, e l’ipotesi è data anzi come probabile: Emanuele imprudente, il 51enne esponente di spicco della Lega, vice presidente della Regione Abruzzo, ed uomo molto vicino al governatore, il 57enne Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, potrebbe essere il candidato sindaco del centrodestra alle elezioni amministrative dell’Aquila della primavera del 2027, competizione che potrebbe coincidere con le elezioni politiche.

Candidato, questo il punto, non però della Lega, bensì di Fratelli d’Italia, e questo perché Imprudente potrebbe lasciare al suo destino il partito del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini.

L’idea non è stata però partorita da Imprudente, ma da Fratelli d’Italia, che ha già ‘avvicinato’ in vicepresidente’ e regista di questa operazione, che in pochissimi avrebbero potuto anche solo immaginare, sarebbe proprio del presidente Marsilio, ed avrebbe un ruolo in partita anche il coordinatore regionale di Fdi, il senatore 51enne Etel Sigismondi.

Per ora bocche cucite, ma le voci circolano eccome e ad Imprudente sarebbe già arrivata una proposta.

Il punto è che che Fdi, che non vuole rinunciare certo alla sua roccaforte L’Aquila, vive la difficoltà di reperire classe dirigente all’altezza della sfida, tenuto conto che dopo il sindaco 51enne Pierluigi Biondi, che non potrà essere ricandidato per un terzo mandato, e il senatore 46enne Guido Liris, tra di loro in conflitto permanente, non si intravedono ancora altre figure con il piglio da leader, pronte a scendere in campo.

Un cambio di casacca che avrebbe in ogni caso del clamoroso, tenuto conto che Imprudente, assieme all’ora sottosegretario di Stato all’Agricoltura, il 49enne Luigi D’Eramo, anche lui aquilano, è stato tra i fondatori della Lega in Abruzzo, dopo la sua precedente esperienza di consigliere comunale dell’Udc e dell’Mpa, e ha poi contribuito al decollo del partito diventato primo in Italia e in Abruzzo.

Con Noi con Salvini è stato infatti rieletto in consiglio comunale nel 2017 con con 513 voti, e nominato assessore dal sindaco Biondi, di Fdi, alle regionali del marzo 2019 l’ingresso trionfale in Consiglio regionale, con oltre 8.700 voti, con la Lega primo partito al 27,5%, e con 10 consiglieri eletti, e la nomina a vicepresidente con la delega all’Agricoltura da parte di Marsilio. Poi nel marzo del 2024 il bis, con oltre 7.000 voti, nonostante il tracollo del suo partito sceso al 7,5%, a causa anche della fuga verso altri lidi della metà dei consiglieri eletti nel 2019.

Un consenso quello del vicepresidente di Giunta dunque molto forte e consolidato proprio nel capoluogo d’Abruzzo, dove è cominciata l’ascesa nel Paese di Fratelli d’Italia, con la vittoria alle comunali del 2017 del sindaco Biondi, poi con l’avvento di Marsilio in Regione nel 2019 e di Giorgia Meloni al governo nell’autunno del 2022, eletta deputata proprio nel collegio aquilano e teramano.

Per quello che riguarda poi la candidatura a sindaco a marca Fdi, il senatore Liris, capogruppo in commissione Bilancio, ex assessore regionale al Bilancio ed ex vicesindaco dell’Aquila, si è detto non disponibile, perché comprensibilmente vuole proseguire la sua carriera politica a Roma,​ dove arriverà anche il suo nemico interno Biondi, per di più con ambizioni di governo, e dunque non sarebbe tatticamente opportuno tornarsene all’Aquila. C’era poi la 57enne Fausta Bergamotto, sottosegretari​o al Ministero delle Imprese e del ​Made in Italy, ma anche lei ha risposto con un no secco​.

​Tra le ​nuove leve in forte ascesa ci sono il capogruppo 32enne Leonardo Scimia e il presidente della commissione Bilancio, il 41enne Livio Vittorini. Ambirebbe ad una candidatura anche il vicesindaco, il 49enne Raffaele Daniele, ma le ​sue quotazioni non sono ritenute alte. In Forza Italia invece più volte è stato fatto il nome del 44enne Roberto Santangelo, nuovo uomo forte del partito, assessore regionale e presidente del Consiglio comunale, anche se è probabile che voglia completare il mandato in Regione, fino al 2029 e magari puntare poi direttamente al parlamento.​ E comunque sull’Aquila Fdi non intende fare alcun passo indietro.

In questo quadro, l’opzione Imprudente sarebbe senz’altro competitiva, visto il consenso territoriale, e il suo ingresso in Fdi sarebbe l’esito di una riflessione, non solo sua, già avviata sulla gestione del partito da parte di Salvini, sempre più spostato a destra, su posizioni sovraniste e filoputiniane, con le crepe che si allargano di mese in mese, e con la prospettiva di un lento e inesorabile declino, in particolare nelle regioni del centro sud, Abruzzo compreso, per un ritorno alla Lega delle origini, quella padana e nordista, del fondatore Umberto Bossi, auspicata da pezzi da novanta come Luca Zaia, ex governatore del Veneto e non solo da lui.

Per il pragmatico e machiavellico Marsilio, che vanta una lunghissima carriera politica e partitica, non sarebbe poi un problema accogliere a braccia aperte Imprudente, archiviando gli scontri al calor bianco con la Lega nella passata legislatura, in particolare con l’allora segretario regionale D’Eramo, che accusava, non senza ragioni, Marsilio di essere stato il regista dello svuotamento del suo partito con i cambi di casacca dei consiglieri. Con Imprudente, che è rimasto sempre defilato, nel ruolo di colomba e pontiere. f.t.