L’AQUILA – In attesa della nuova Giunta comunale, con i dissidi nel lacerato centrosinistra sempre in sottofondo, il “Modello L’Aquila” che ha portato alla schiacciante vittoria del centrodestra viene intaccato da malumori e polemiche anche all’interno del primo partito della coalizione, che ha trainato verso la riconferma al primo turno il sindaco Pierluigi Biondi, Fratelli d’Italia.

Tra i “mister preferenze”, con 1.150 voti il vice sindaco Raffaele Daniele, al secondo posto in assoluto tra tutti i candidati, che ha inevitabilmente eclissato la figura di alcuni esponenti che hanno contribuito alla crescita del partito meloniano in città sin dall’inizio.

Primo tra tutti Michele Malafoglia, osserva Il Centro, il cui risultato è andato ben sotto le aspettative, anche perché gli sarebbe mancato l’appoggio di una parte del partito. E questo, malgrado il suo impegno personale alla campagna elettorale in favore del primo cittadino.

Ma se qualcuno punta il dito contro gli stessi candidati, che avrebbero orientato verso pochi “eletti”, altri parlano di mancato appoggio proprio dallo stesso partito che avrebbe così voltato le spalle ad alcune delle figure più rappresentative, come Malafoglia, appunto.

In questi giorni, comunque, il malumore è palpabile e cresce l’insofferenza anche per come sono state gestite le doppie preferenze.

E così, pur di non arrivare alla resa dei conti con Fratelli d’Italia, si cercano appigli a cui aggrapparsi, un esempio lo fa di nuovo Il Centro, citando il caso di Claudia Pagliariccio (già Casapound), sempre nella lista di FdI, con 427 voti.

I suoi sostenitori diretti sarebbero stati invitati a votare altri candidati, tra cui Vito Colonna, con 964 voti il terzo più votato dopo Daniele, e in lizza per un posto nell’esecutivo. Un ragionamento che continua a tenere banco e che però non spiega perché queste indicazioni di voto non siano arrivate da altri candidati o dagli esponenti di peso del partito, considerando poi anche il ticket con Margherita Paoletti.

Intanto ieri, la Lega ha tracciato un bilancio sull’esito del voto nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partiecipato il segretario regionale, il deputato aquilano Luigi D’Eramo, il coordinatore provinciale dell’Aquila, Tiziano Genovesi, il vice presidente della Giunta regionale, Emanuele Imprudente, il senatore Alberto Bagnai e il deputato Antonio Zennaro.

E in questo senso, sarà proprio la Lega ad avere un ruolo decisivo nella formazione della nuova Giunta con Fabrizia Aquilio (381 voti) tra i papabili nel ruolo di vice sindaco insieme a Francesco De Santis, 521 preferenze.

Come ha sottolineato D’Eramo: “La Lega in questi ultimi cinque anni è cresciuta molto, certificando un buon lavoro che ci ha portato a vincere al primo turno come coalizione a raddoppiare il consenso come partito, dal 6,7 al 12,6, un consenso che ci rende il secondo partito in città, superando il Partito Democratico. Questo sarebbe stato impensabile sette anni fa quando abbiamo costituito il gruppo al comune dell’Aquila e quindi tutto ciò è motivo di grande orgoglio e di grande onore. Il prossimo mandato sarà molto importante, ci attendono sfide decisive, a partire da quella volta a far diventare ancora di più L’Aquila città-territorio, cioè punto di riferimento di un territorio molto ampio”.