L’AQUILA – “Ho deciso di mettere a disposizione della città dell’Aquila le mie conoscenze e competenze. Facendo l’imprenditore e il manager da molti anni sono abituato a pianificare e realizzare”.
Così Maurizio Cirillo, alla sua prima candidatura per la lista “L’Aquila viva e forte” a sostegno del candidato a sindaco Americo Di Benedetto alle prossime elezioni amministrative in programma il 12 giugno. Cirillo è nato e cresciuto a L’Aquila, anche se il suo lavoro da imprenditore e manager lo ha portato in giro per l’Italia e per il Mondo.
“Onestamente penso che per la città molte cose siano state fatte in questi ultimi anni, più che nelle precedenti amministrazioni. Anche se manca molto riguardo la visione di centro storico, come i parcheggi. Stiamo ancora scontando anni di assenza di pianificazione e il ‘Far West’ di Santa Maria Paganica, fuori controllo. Il mio impegno è di riportare in centro attività qualificate che non siano solo commerciali, per quanto importanti, a partire dagli uffici pubblici”.
E poi ancora, tra gli altri obiettivi, quello di “creare una cittadella a Collemaggio dove ci sono strutture immobiliari non utilizzate. Anche un polo ambulatoriale in centro, bisognerebbe far ruotare i medici non i pazienti”.
“Ridurre il traffico che non può essere concentrato solo sulle direttrici come accade oggi, ma va distribuito. Diversamente la soluzione sarebbe creare strade, ma questo significherebbe tempi lunghi. Quindi cominciare a realizzare parcheggi diffusi. La viabilità per andare in centro deve essere rafforzata per garantire un servizio fluido sia per i residenti che per i turisti”.
“Un esempio è il parcheggio di Collemaggio. Mal segnalato, gratis per cui tutti gli interventi li pagano i cittadini, e non funziona come dovrebbe: non porta da nessuna parte. Io penso che si potrebbero realizzare parcheggi in tante strutture pubbliche esistenti, parcheggi multipiano che esistono in tutto il mondo e rappresentano un business”.
“C’è inoltre bisogno di servizi per i giovani che li tengano qui a L’Aquila oltre il periodo degli studi, è necessario offrire loro prospettive lavorative concrete”.
“L’Aquila sta diventando una città turistica ma mancano i mestieri: è un po’ un controsenso. Non c’è niente che formi i ragazzi per valorizzare la storia, l’artigianato di eccellenza”.
“Non sono un politico, ma vorrei contribuire a fare qualcosa per la città per una visione rivolta al futuro, a misura di giovani, che vogliamo restino a L’Aquila”, conclude.






