L’AQUILA – “Per noi sarebbe assurdo ipotizzare ad Avezzano candidature diverse da quelle del sindaco Di Pangrazio, visto che siamo nella sua maggioranza. Anzi, auspico che anche gli altri partiti del centrodestra possano fare un percorso che li porterà a sostenerlo”.
Un appello che sa di provocazione e di contromossa, destinato ad agitare ancor di più le burrascose acque del centrodestra avezzanese in vista delle elezioni della primavera 2026: è quello del sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Luigi D’Eramo, ex segretario regionale della Lega, nell’intervista di Abruzzoweb sullo scenario abruzzese in vista delle prossime scadenze elettorali, come quella appunto di Avezzano ma anche di Chieti, già l’anno prossimo, e della sua L’Aquila, nel 2027, con un bilancio anche del governo regionale del centrodestra di Marco Marsilio, di Fdi. Clima cambiato, visto che nella passata legislatura furono duri e numerosi gli scontri tra Marsilio e D’Eramo.
D’Eramo coglie anche l’occasione per dire chiaro e tondo che tra lui e il segretario regionale e capogruppo della Lega in consiglio regionale, suo successore a novembre 2024 alla guida del partito regionale, il pescarese Vincenzo D’Incecco, non c’è nessun conflitto, anzi il “rapporto è più che ottimo”.
Per quanto riguarda le elezioni di Avezzano, D’Eramo conferma dunque quello che già era stato dichiarato dalla Lega chiaro e tondo, ovvero l’appoggio al sindaco civico Gianni Di Pangrazio, pronto a correre per un terzo mandato.
Rompendo, al pari dell’Udc – anch’esso con Di Pangrazio – ancora una volta l’unità del centrodestra nella città marsicana, visto che Fratelli d’Italia Forza Italia e Noi Moderati hanno già lanciato nell’agone il 65enne ex questore Alessio Cesareo, ex commissario ad Avezzano, ed ancor prima dirigente comunale, uomo delle istituzioni salito alla ribalta delle cronache per l’essere rimasto gravemente ferito dall’esplosione di un pacco bomba che gli è stato recapitato proprio all’interno del commissariato di Avezzano, nel luglio del 2001.
Un endorsement lungi dall’ufficializzazione, ma che ha fatto importanti passi avanti nel summit di ieri a Chieti, arrivata in primis da Massimo Verrecchia, capogruppo di Fdi in consiglio regionale, assieme al segretario provinciale di Forza Italia, Gabriele De Angelis, oggi presidente della società del trasporto regionale Tua ed ex sindaco di Avezzano, dal segretario provinciale di Noi Moderati Marianna Scoccia, vice presidente del consiglio regionale e sindaco di Prezza.
Indicazione a cui poi si è allineato anche il potente assessore regionale al Bilancio, Mario Quaglieri, il più votato alle elezioni regionali del 2024, che proprio ad Abruzzoweb, ha confermato di rompere di fatto l’alleanza trasversale con Di Pangrazio, che resta solo un “buon amico”. Nella passata elezione del 2020,vinta da Di Pangrazio al ballottaggio, il centrodestra candidò il leghista Tiziano Genovesi, (ora passato a Fi), appoggiato anche da Fdi e Udc, ma dopo uno scontro tra D’Eramo e De Angelis, furono quella volta i forzisti a rompere l’unità del centrodestra, candidando Anna Maria Taccone.
D’Eramo non entra merito della candidatura eventuale di Cesareo, ricorda solo che la Lega ha in maggioranza l’assessore Cinzia Basilico e il consigliere Antonio Del Boccio, vice coordinatore provinciale, pur entrati in consiglio con una civica, e dunque “su Avezzano la posizione della Lega non può che essere quella dell’assoluta coerenza: siamo una componente stabile della maggioranza del governo cittadino del sindaco Di Pangrazio, abbiamo un assessore in giunta e un consigliere in maggioranza. Ipotizzare una scelta diversa significherebbe sconfessare l’azione politica e amministrativa che la Lega ha prodotto in questi anni”.
La Lega, prosegue D’Eramo, “ha fatto della coerenza la strada maestra e correrà al fianco del sindaco Di Pangrazio, chiedendo agli elettori un giudizio rispetto al lavoro che si è portato avanti in questi anni”.
Certo, aggiunge, “non spetta a me convincere Verrecchia a cambiare idea, e difficilmente potrebbe farsi convincere, mi limito ad esprimere considerazioni nella veste di un esponente della Lega, frutto di una conoscenza attenta del territorio e delle conseguenti scelte politiche”.
Una scelta condivisa da tutto il gruppo dirigente – al netto dell’abbandono del partito da parte della coordinatrice dell’area Marsica, Lorella Parisse – assicura D’Eramo.
Tiene dunque a precisare il sottosegretario sul più volte raccontato scontro interno con D’Incecco: “mi viene da sorridere, D’Incecco è amico di vecchia data, persona con la quale ho condiviso anni di politica. C’è invece un rapporto straordinario, di totale collaborazione e condivisione, sin da quando io ero segretario regionale e lui era capogruppo in consiglio regionale. La verità è che la Lega ha una caratteristica: oltre a essere un partito è anche una grande comunità politica ed umana e per noi anche il senso dell’amicizia diventa un fattore determinante”.
Allargando lo sguardo sulle altre sfide elettorali, quelle di Chieti già l’anno prossimo, e poi nella sua città, L’Aquila, nel 2027, D’Eramo si limita a farne per ora una questione di metodo.
“C’è un modello che io reputo assolutamente importante per il centrodestra, il modello L’Aquila: in questi anni abbiamo dato ampissima dimostrazione di capacità di confronto quotidiano e costante, di condivisione tra partiti e un sindaco, Pierluigi Biondi, che evidentemente ha la capacità di saper ascoltare tutte le esigenze. Credo che quella sia stata la chiave per vincere la prima volta, rivincere in maniera netta alla seconda tornata elettorale, e credo che questo modello possa e debba essere attuato anche negli altri comuni e nella scelta delle future candidature”.
Nega poi, a questo proposito, che allo stato attuale la Lega stia rivendicando una candidatura a Chieti, dove già circola il nome del capogruppo Mario Colantonio, e sottolinea piuttosto che “va sfatato il mito secondo il quale i partiti si siedono intorno ad un tavolo e decidono le caselle, secondo una geografia politica di coalizione. Non è così, ci sono tanti fattori che determinano se in una città l’espressione del candidato sindaco è attribuibile a un partito piuttosto che un altro. Il fattore principale è chiaramente la qualità delle donne o degli uomini”.
Ciò non toglie che Lega “è un partito che ha una classe dirigente assolutamente in grado di esprimere i candidati sindaci in tutte le città dove si vota”.
Uno sguardo infine alla politica regionale: “mi sembra un quadro abbastanza chiaro: abbiamo ottenuto una riconferma con una vittoria netta alle elezioni circa un anno mezzo fa, fa su un programma che puntava su un potenziamento dei servizi della sanità, sulla capacità di aumentare il numero di opere pubbliche da realizzare sul territorio regionale, sul potenziamento dei trasporti e sono particolarmente orgoglioso che ci sia un contatto diretto e quotidiano tra il presidente Marsilio e la giunta regionale con il ministero dei Trasporti e il vicepremier e nostro leader Matteo Salvini. Il mio ministero sta dando importanti risposte sull’agricoltura, la zootecnia, i prodotti tipici, volano anche di turismo”.
Conclude il sottosegretario, a differenza del centrosinistra, “il centrodestra ha un grande punto di forza: la condivisione di valori comuni, la capacità di mettersi insieme, dal più piccolo dei comuni al governo del Paese. E questo crea stabilità, elemento assolutamente determinante per produrre buona politica, buone leggi e buona amministrazione. Più un governo è stabile, più è credibile, e più riesce a cogliere gli obiettivi”.





