AVEZZANO – Non sono bastati due summit, uno dietro l’altro, per il via libera alla candidatura a sindaco dell’ex questore Alessio Cesareo alle elezioni di Avezzano in programma la prossima primavera.

La coalizione di centrodestra non ha trovato la quadra in ben due riunioni – la prima del tavolo regionale, la seconda del direttivo regionale di Forza Italia – non riuscendo a siogliere il dubbio tra la scelta civica rappresentata da Cesareo, ex questore di Avezzano originario dell’Aquila ed ora residente a Celano, e quella di un personaggio politico. Fuori dai giochi la Lega, che ha già annunciato il sostegno al ricandidato Gianni Di Pangrazio, civico bipartisan.

Proprio i forzisti guidati dal deputato pescarese Nazario Pagano, segretario regionale del partito, che nei giorni scorsi aveva annunciato di rappresentare al tavolo la linea regionale al posto di quella locale, si sarebbero opposti al via libera ufficiale chiesto invece da FdI rappresentato dal senatore Etel Sigismondi, segretario regionale dei meloniani, ma soprattutto dal capogruppo in Consiglio regionale, l’avezzanese Massimo Verrecchia, che insieme al segretario provinciale azzurro Gabriele De Angelis è tra i fautori della scelta di Cesareo.

A seguire il coordinamento abruzzese degli azzurri con l’assessore regionale alla Cultura e al Sociale, l’aquilano Roberto Santangelo, che ha ancora una volta perorato la causa del candidato politico, con il nome di Mario Babbo, entrato nel partito dopo essere stato candidato civico nel 2020 appoggiato anche dal Pd e Italia Viva.

Secondo quando si è appreso, non sarebbe stata messa sul tavolo l’ipotesi del 74enne avezzanese Antonio Di Matteo, consigliere di amministrazione dell’Inps, ex assessore comunale, per anni ai vertici del Movimento Cristiano Lavoratori, manager pubblico di lungo corso, come componente del Cnel e consigliere di Enpals.

Non ci sarebbero state risse o scontri ma toni accesi: FdI avrebbe forzato la mano su Cesareo, mentre Forza Italia tenta ancora di sanare le spaccature. Ci sono state poi schermaglie sull’ intestazione della casella di partito per la scelta del candidato, con i meloniani che hanno accusato i forzisti di volere allungare i tempi. L’impressione, comunque, è che alla fine prevarrà Cesareo.

Come al solito, non sono stati inviati comunicati stampa al termine dei confronti, mentre c’è chi osserva con favore lo spettacolo di una coalizione in piena campagna elettorale alle prese con scontri quotidiani tra i due poli principali, FdI e Fi, come quello andato in scena nell’ultima seduta del Consiglio regionale, tra il presidente, il forzista Lorenzo Sospiri, e il governatore meloniano Marco Marsilio, con il primo che continua ad accusare FdI, con 11 consiglieri di gran lunga il partito più forte della coalizione, per il comportamento famelico e prepotente, come nel caso dell’assegnazione degli emendamenti da inserire nella manovrina di bilancio di 8,5 milioni di euro.

Il centrodestra non ha trovato la quadra neppure per le elezioni di Chieti dove i meloniani, sempre più assopigliatutto, chiedono una loro pedina. Se non si troverà l’intesa la palla passerà al tavolo nazionale.