L’AQUILA – Solo “un grande rinnovamento” può suggellare l’alleanza tra Americo Di Benedetto, candidato sindaco dell’Aquila dopo la vittoria alle primarie del centrosinistra, e lo sfidante sconfitto, Pierpaolo Pietrucci, che resterà consigliere regionale.

È quanto emerso, come appreso da AbruzzoWeb, nel corso del primissimo contatto telefonico tra i due che hanno cominciato a parlare dei futuri scenari alla luce delle partecipatissime pre-consultazioni, ma anche degli assetti del partito di entrambi, il Pd, in questo momento a maggioranza pietrucciana nonostante l’esito degli scrutini.

Pietrucci al telefono ha lanciato subito un aut aut: dalle primarie emerge un’istanza di cambiamento, “ma questo cambiamento deve essere vero, altrimenti non esistono intese”, ha detto, lasciando intuire che in caso contrario, senza il suo appoggio, Di Benedetto avrebbe difficoltà a presentare una coalizione compatta e, in caso di vittoria, a governare per 5 anni.

Il consigliere regionale ha chiesto rinnovamento anche in virtù del ventilato e in alcuni casi conclamato appoggio di parti del centrodestra al candidato risultato vittorioso, dei rumors politici di endorsement trasversali e del fatto che alcuni assessori cialentiani si siano schierati con “Chicco”: Maurizio Capri, che è anche suo cugino, Pietro Di Stefano, Emanuela Iorio e Pierluigi Mancini.

Di Benedetto, sempre da quanto appreso, ha assicurato le sue migliori intenzioni e preso tempo, rimandando gli accordi veri e propri a un incontro faccia a faccia.

Pietrucci ha lasciato intuire parte del suo pensiero in un post su Facebook già molto meno diplomatico delle dichiarazioni ufficiali di lunedì sera.

“Dei rappresentanti del mio partito nelle istituzioni ne ho avuti al mio fianco pochissimi: uno della Giunta comunale, due del Consiglio comunale. Il resto contro di me – rivendica – In un mese siamo arrivati a lottare e a contendere il successo a chi era attrezzato, organizzato da anni, a chi aveva avuto tempo e modo di raccogliere le forze. Nonostante questo ne sono, ne siamo usciti più che in piedi, più che a testa alta: ne sono, ne siamo usciti rafforzati”.

Pietrucci afferma di voler ripartire “dalla granitica evidenza dai numeri. Simili all’Aquila a quelli del 2014 quando venni eletto al Consiglio regionale, primo nella provincia con 7.100 voti, in città con 4.300 preferenze. E oggi, questa è l’evidenza che mi riempie il cuore – sottolinea – non ci sono padri ingombranti, veri o presunti, e nessuno può affermare il contrario: dietro i 4.576 voti di ieri c’è solo la gente. (Ju leo’ caccia da solo, le iene cacciano in branco)”.

“Auguri invece ad Americo e ribadisco la mia ovvia disponibilità a collaborare, impegnandomi in prima persona, per il bene della città, che ci chiede rinnovamento, e il rinnovamento dipende innanzitutto dall’autonomia delle scelte e del giudizio – dice poi – Il mio appoggio passa da queste strade che considero obbligate, perché è questo che emerge da questo voto. Insieme possiamo scrivere una bella pagina per la nostra città. Non sprechiamo questa occasione!”.

“Resto il leone di sempre, disposto ad abbandonare posizioni di rendita, pronto a metterci la faccia, il cuore, a generare passioni e a combattere per la città”, conclude.

Più diplomatico il candidato sindaco, che nel ringraziare gli elettori aggiunge una frase sibillina: “Il vero rinnovamento e la vera discontinuità appartengono all’educazione e al rispetto”.