L’AQUILA – Volunia è motore di ricerca sviluppato dal team di Massimiliano Marchiori, docente di informatica all’Università di Padova.
Marchiori, premiato nel 2004 con il TR100, premio che viene dato ogni anno ai migliori 100 ricercatori nel mondo, è famoso per aver creato il “PageRank”, l’algoritmo base che ha fatto la fortuna di Google, il motore di ricerca programmato da Larry Page e Sergej Brinn divenuto rapidamente il più importante del mondo.
Dal 6 febbraio scorso, dopo un periodo di febbrile attesa, Volunia è online solo per alcuni eletti.
I tecnici di AbruzzoWeb, portale selezionato come PowerUser, hanno avuto l’opportunità di provarlo e ora sono in grado di svelare in anteprima i segreti del nuovo Google italiano ai lettori.
LA PRIMA IMPRESSIONE
Partendo dall’idea di doverci trovare di fronte a un motore di ricerca siamo stati immediatamente spiazzati nel vedere l’interfaccia di Volunia, totalmente differente da qualsiasi altro motore. Innanzitutto, sono impattanti la quantità di barre e il numero di icone che distolgono l’attenzione dall’area di ricerca, due superiori e una laterale.
La prima barra superiore contiene vari bottoni tra cui la ricerca di immagini, video e suoni in un sito web. Curioso il tasto che mostra la mappa del sito indicizzato come se fosse un piccolo villaggio stile farmville (non ne avevamo abbastanza?). Inoltre, è già possibile scaricare widget installabili sul proprio sito.
La seconda barra mostra gli utenti collegati contemporaneamente al sito che si sta visitando e alcune opzioni in più. Ogni utente ha un profilo social personalizzabile, con tanto di foto, data di nascita, sito web, eccetera. Insomma, cose già viste.
Nel riquadro centrale avviene la vera e propria navigazione nei siti e nel motore. C’è poi una barra laterale con una chat che mostra le conversazioni tra gli utenti che stanno visitando un determinato sito.
Pare per certi versi di trovarsi di fronte a una sorta di Frankenstein, un ibrido tra il primo Facebook e la classica interfaccia del motore di ricerca di Google: Volunia al momento non regge minimamente il confronto anche con i compagni meno conosciuti. Da valutare, poi, come funzioni l’algoritmo che calcola il posizionamento di un sito nei risultati di ricerca.
Dentro l’interfaccia di Volunia molti siti vengono visualizzati con errori o non appaiono affatto, come per esempio Facebook, Google+ o Youtube, manca un’integrazione reale con gli altri social network e non è possibile importare amici dagli altri account.
Tra i tanti difetti del motore c’è anche quello di non mantenere la compatibilitá con i caratteri UTF-8 (quegli strani geroglifici che a volte sostituiscono le lettere, per intenderci), inoltre ha indicizzato l’1 per cento di tutto il contenuto web, o almeno così afferma Marchiori, anche se a ben vedere molte volte mancano nei risultati siti web abbastanza conosciuti.
Pregi? Al momento ben pochi. Navigando in Volunia si ha la sensazione di poter condividere qualsiasi pagina con i tuoi amici iscritti al servizio, cosa abbastanza utile anche se già vista in passato con un prodotto Google che poi è stato un fallimento.
Anche il servizio chat è un tema visto e rivisto, su alcuni siti si corre il rischio di avere una vera e propria indigestione di finestrelle con messaggeria e questo invoglia l’utente ad abbandonare Volunia per rifugiarsi in acque più tranquille e conosciute.
Attendiamo con speranza il rilascio delle prossime versioni, al momento il tanto decantato effetto WOW non c’è stato e rimane l’impressione che utenti meno esperti si troverebbero in grande difficoltà con questo nuovo strumento.
Ma non disperiamo. Anche l’Italia ha voglia di avere il suo Mark Zuckerberg.





