L’AQUILA – “ ‘Iddu’ tremò: le scosse furono violente e spaventarono gli abitanti di Agrumia che si riversarono di notte sulle strade sorpresi nel sonno dal terremoto, con gli occhi persi spalancati su una realtà peggiore di un incubo'”
“‘Portarono i letti in piazza, nessuno si fidava a dormire tra quattro mura che non proteggevano più ma minacciavano: la notte fu insonne e tutti parlavano incessantemente perché con il silenzio erano più assordanti i pensieri preoccupati'”.
A leggere queste parole è Vladimir Luxuria, ex deputata di Prc che smessi i panni di di parlamentare si è cimentata con la scrittura, che sembra parli del terremoto che ha scosso L’Aquila la notte del 6 aprile piuttosto che di una favola tratta dal suo libro.
Si intitola, infatti, “Le favole non dette”, pubblicato da Bompiani nel maggio 2009 epresentato ieri sera alle nella la libreria Colacchi all’Aquila dall’autrice e dalla deputata Pd, Paola Concia il suo nuovo libro.
“Quando io e Vladimir – ha esordito la Concia – abbiamo accettato di venire a presentare il libro all’Aquila più di qualche persona ci si è rivolta dicendo ‘Ma siete matte? All’Aquila si deve parlare solo del terremoto!’ senza lasciarci replicare in alcun modo”.
“Certo che bisogna parlare del terremoto – ha commentato l’assessore al Comune dell’Aquila Stefania Pezzopane – ma anche fuori dall’Aquila però!”.
Paola Concia ha introdotto “Le favole non dette” parlando del tema della favola, come mezzo per fronteggiare le proprie paure ed “entrare con dolcezza nella vita delle persone”.
“Magari – ha aggiunto – anche voi un giorno racconterete il terremoto ai vostri bambini attraverso una favola”-
Le favole di cui però si parla nel libro della Luxuria sono “favole per adulti – ha spiegato la Concia – che vivono in un Paese in cui si sta perdendo sempre di più il rispetto delle diversità. In particolare l’essere trans gender è una diversità ancor più complicata della ‘semplice’ omosessualità”.
Le favole di Vladimir Luxuria ruotano, infatti, attorno al tema della metamorfosi, comune a molte favole tradizionali, ma si concentrano anche sulle problematiche chi si sente imprigionato in un corpo che non gli corrisponde.
“Prima di cominciare – ha detto Luxuria prendendo la parola – vorrei dirvi che mi auguro che questo sia il primo di una lunga serie di appuntamenti culturali che possano rendere L’Aquila ‘Capitale europea della cultura 2011’, una proposta che appoggio totalmente”.
“Tra le favole del mio libro quella che ho scelto di leggervi credo sia la più adatta al luogo in cui ci troviamo. Si intitola ‘Iddu’, ed è ambientata a Catania, una città che convive quotidianamente con il minaccioso mostro dell’Etna, molto simile al ‘vostro’ terremoto”.
“La morale di questa favola – ha spiegato l’ex parlamentare dopo la lettura di alcuni estratti – ma anche delle altre nel libro è: reagire, ricostruire, andare avanti. È questo il messaggio che voglio comunicarvi oggi con la lettura di ‘Iddu’: dovete compiere anche voi il gesto eroico di non accettazione dei miei personaggi. Non dovete arrendervi all’idea delle New Town, ma dovete scrollarvi di dosso l’idea che la città ritorni come prima: dovete ricostruire voi la vostra L’Aquila”.
Al termine del suo intervento Vladimir Luxuria ha invitato la Pezzopane a prendere la parola.
“Facciamo insieme – ha lanciato la proposta l’assessore – una catena di verità: dedicate 60 secondi nelle vostre apparizioni TV per parlare del terremoto. Voi potete portare il terremoto fuori dall’Aquila, questi sono gli strumenti per impedire che venga dimenticata”.
Nel corso della presentazione ha voluto dire la sua anche la presidentessa dell’Arcigay L’Aquila, Carla Liberatore, prmotrice di questo incontro.
“Le persone ‘libere’ – dice Carla Liberatore – possono fare molto in tutte le situazioni; e all’Aquila ci hanno sempre aiutato e sostenuto persone grandi che avevano già dimostrato di esserlo ben prima del terremoto”.
Anche Giusi Pitari, del presidio permanente di piazza Duomo, ha aggiunto il suo appello a quello della Pezzopane.
“Abbiamo parlato – ha detto – dell’importanza dell’ascoltare ed essere accoglienti con l’altro, e in un periodo così lungo e difficile che L’Aquila si prepara ad attraversare io vorrei che non ci si dimenticasse di essere accoglienti, in particolare con gli studenti universitari che vengono da fuori, perché pur essendo ‘altro’ dagli aquilani anche le loro vite sono state segnate dal terremoto”.
L’incontro con Vladimir Luxuria si è concluso con qualche aneddoto sulla sua vita privata, sulla sua adolescenza a Foggia, una città molto meno ‘accogliente’ dell’Aquila.
Quella di Luxuria è la testimonianza di una persona che dalla sua ha sempre avuto “due cose: l’intelligenza e l’ironia” ha sottolineato.
“Per cui quando camminavo ai giardinetti – ha raccontato lei sorridendo – la gente mi scansava e io ci vedevo una passerella; quando mi tiravano bottiglie per me era come se fossero rose; quando mi urlavano ‘ricchione’ erano applausi per le mie orecchie.”





