L’AQUILA – Stefano Vittorini, per anni in Consiglio comunale all’Aquila, sia all’opposizione sia in maggioranza come consigliere, presidente del Consiglio comunale e assessore nella Giunta Tempesta, sarà una delle pedine che il Popolo della libertà potrà muovere sullo scacchiere, verosimilmente proprio nelle liste del partito azzurro, dal momento che l’idea di aderire aduna lista civica non lo interessa.
Si tratta di un ritorno all’ovile dopo la “sbandata finiana” dell’estate 2010, quando Vittorini fu investito del ruolo di coordinatore provinciale di Generazione Italia, il movimento che poi avrebbe originato l’attuale partito Futuro e libertà.
Nella mischia è pronto a tornare anche lui, che non ha mai perso il contatto con il territorio e la politica, rigorosamente nel centrodestra, e non le ha mai mandate a dire a nessuno, nemmeno all’allora coordinatore nazionale del Pdl, Denis Verdini, con il quale ebbe un violento alterco verbale durante un incontro pubblico per la presentazione di quello che poi sarebbe diventato il governatore della Regione, Gianni Chiodi.
L’intervista di Vittorini ad AbruzzoWeb parte proprio dalla candidatura più importante e attesa, quella per il sindaco: in città tutti attendono la mossa del vice presidente del Consiglio regionale, Giorgio De Matteis, pungolato anche dal segretario provinciale Pdl, Gianfranco Giuliante, e ormai vicino a mollare il Pdl per candidarsi per conto suo con uno schieramento di sei liste civiche e politiche, come anticipato da questo giornale.
“Re Giorgio deve scegliere cosa fare” spiega Vittorini facendo capire subito come la pensa. “Spieghi alla città cosa vuole fare e, soprattutto – aggiunge – se vuole realmente candidarsi. Mi giungono voci di una sorta di timore da parte dell’esponente Mpa a candidarsi per quello che potrebbe essere l’esito finale della competizione. Vorrebbe che tutti unanimemente sposassero il suo nome. Da mesi si assiste a giochini sulle candidature, mezze voci e indiscrezioni. Penso sia ora che si faccia chiarezza e si metta da parte il politichese che, come tutti sanno, non mi appartiene. E forse è stato sempre un mio limite”.
O un pregio, visto che, come lui stesso afferma, “in molti mi chiedono di tornare in campo e di ricandidarmi. Oggi – prosegue – ritengo che la situazione sia molto difficile e in futuro lo sarà ancora di più. Penso serva una buona dose di coraggio per candidarsi. Io ho dato la mia disponibilità, mettendo a disposizione la mia esperienza, il mio contributo, il mio rapporto con la gente, la mia attitudine al lavoro”.
Ricucire il tessuto sociale e recuperare il rapporto con il cittadino sono per l’ex missino le priorità: “Qualcuno – si chiede – ha mai visto gli assessori della Giunta Cialente in giro tra le persone, per ascoltare quelli che sono i veri problemi della gente? Quali sono i loro nomi? Forse molti li leggono sui giornali, ma non sanno che volto hanno. L’attuale amministrazione ha pensato poco a quelli che sono gli interessi collettivi. Si rischia di finire nel dimenticatoio, visto che, se prima c’era almeno il sottosegretario Gianni Letta con cui interloquire per le questioni del terremoto, adesso, con il nuovo governo, non c’è più un referente”.
Più servizi alla popolazione, miglioramento dei collegamenti viari, critici a seguito della nascita delle 19 new town del progetto C.a.s.e., più sicurezza: sono solo alcune delle proposte che Vittorini inserisce nell’agenda che porterà sul tavolo della politica e al cospetto della città.
“Non ci sono più servizi, specie nei progetti C.a.s.e. e nei piccoli paesi – sbotta – La gente è completamente spaesata. Bisogna tornare a confrontarsi sui problemi, proponendo risposte concrete senza demagogia e senza creare illusioni. Risolvere una questione alla volta, dicendo quello che si può fare. Migliorare la viabilità è una necessità non rinviabile, così come quella di garantire maggiore sicurezza”.
Da osservatore esterno, Vittorini ha avuto modo di osservare e valutare l’attività del sindaco e del Consiglio comunale. “Beh diciamo che sia prima sia dopo il terremoto il Consiglio comunale ha fatto poco o nulla per questa città – tuona – Vale per l’opposizione quanto per la maggioranza, dalla quale, anzi, sono venute, a volte, le critiche più feroci, e in alcuni casi condivisibili, nei confronti del sindaco”.
Sferzante, infine, il giudizio sul primo cittadino uscente, Massimo Cialente: “Non ha capito molte cose – la bocciatura di Vittorini – è stato confuso in più di un’occasione, ha inscenato le dimissioni per poi ritirarle sapendo che non si sarebbe andati a nuove elezioni. Non ha avuto la capacità di proporre un’idea di città del futuro, un progetto per la rinascita post-sisma. Non c’è stata lungimiranza. La città deve cambiare pagina”.






