CHIETI – Dopo anni di vendemmie anticipate, il 2023 ristabilisce l’equilibrio dei tempi di raccolta, in alcuni casi anche in ritardo, ma lascia il segno sulla quantità, in quasi tutta Italia in diminuzione dal 20 al 60%.

Il calo si evidenzia in molte regioni: parte del Piemonte, Friuli Venezia Giulia, in parte della Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Umbria, Marche, Abruzzo, Campania, Molise, Basilicata, Calabria, Puglia e Sicilia. In controtendenza Lombardia, Trentino Alto Adige e Veneto, dove oggi si valuta circa il 5% in più dei quantitativi rispetto al 2022.

In Abruzzo si registrano perdite fino al 60%, tanto che il Consiglio regionale ha approvato una misura di sostegno a seguito della crisi determinata dalla peronospora, che ha colpito il sistema regionale vitivinicolo, una “cambiale agraria” o “prestito di conduzione” differito al  31.12.2024, con impegno rinviato alla Legge finanziaria per arrivare così alla scadenza del  31.12.2025.

Come spiegato dal vice presidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente, che ha la delega all’Agricoltura, sono stati stanziati 2,5 milioni di euro come contributo per l’accesso al credito e la riduzione dei tassi di interesse sui prestiti a breve termine alle imprese agricole, atteso dalle aziende agricole che hanno avuto danni derivanti dal maltempo e peronospora.

“La Regione si farà carico di parte (55/60%) degli interessi degli agricoltori per una spesa di € 2.500.000 annui, a carico del Bilancio Regionale. L’auspicio è che a questo sostegno se ne aggiungano altri (sospensione dei pagamenti, dei contributi, dei mutui etc..) da parte del Governo e della Comunità Europea”, le parole del capogruppo di Forza Italia Mauro Febbo. 

La giunta regionale procederà all’approvazione delle modalità di erogazione dei fondi per l’accesso al credito.

Nell’ultima riunione della Federazione Nazionale Vino di Confagricoltura, a cui hanno partecipato i presidenti delle Sezioni regionali par fare il punto della situazione prima dell’inizio della vendemmia, il presidente della Federazione Vino di Confagricoltura, Federico Castellucci, ha osservato: “I viticoltori italiani sono stati messi a dura prova per contrastare le fitopatie acuite dal clima bizzarro. Per chi fa viticoltura biologica, in alcune zone si prospetta addirittura una vendemmia più che dimezzata in termini di quantità. Chi è riuscito a trattare i vigneti ha dovuto affrontare ulteriori costi per salvare il raccolto. Costi almeno raddoppiati, in alcuni casi triplicati rispetto ad annate ordinarie, per la lotta fitosanitaria (carburanti, personale, antiparassitari), i trattamenti necessariamente ripetuti e il gasolio. La crescita del prezzo delle uve attesa in alcuni areali non sarà mai tale da compensare l’incremento dei costi sostenuto”.

A queste problematiche si aggiunge la continua presenza dei cinghiali che non risparmia le vigne di tutta Italia. In vista della prossima vendemmia, ha sottolineato inoltre Confagricoltura, permangono infine le difficoltà a reperire manodopera, che, per il settore vitivinicolo, rappresenta il 20% del totale delle assunzioni in agricoltura.

Le nuove misure sui flussi non sono fluide nella gestione burocratica e, nonostante le buone intenzioni e l’apertura del governo alle richieste del mondo agricolo, si arenano ancora sulle pratiche amministrative, troppo lente rispetto ai tempi dettati dalla natura e dalle esigenze delle aziende.

Intanto, con il dl Asset “il governo dà una prima, ma piccola, risposta al settore viticolo, uva da vino e uva da tavola, colpito dalla peronospora. Di fatto, lo stanziamento di 1 milione di euro è quota irrisoria per affrontare da Nord a Sud Italia, un problema che, stando all’instabilità climatica e alla rilevanza del comparto a livello mondiale, è già emergenza”, il commento sdi Cia-Agricoltori Italiani in merito alla misura urgente per le produzioni viticole, varata dal Consiglio dei ministri con il pacchetto Omnibus.

Per Cia, che comunque riconosce nell’azione dell’esecutivo l’effetto delle sue sollecitazioni, “sarà necessario un rifinanziamento importante del Fondo di solidarietà nazionale, utile a mettere in sicurezza il reddito delle imprese viticole”.

Del resto, il milione di euro stanziato dal dl Asset andrà, esclusivamente, ad Ismea per supportare le imprese agricole danneggiate con un contributo “in conto interessi” a fronte di finanziamenti bancari fino a sessanta mesi, sostenuti delle stesse per condurre l’attività. La vigna italiana è, letteralmente, sotto attacco della malattia fungina della vite.

La prossima vendemmia – ha segnalato Cia – è compromessa in regioni strategiche per la produzione nazionale di vino, come Sicilia, Puglia, Basilicata e Campania; in difficoltà tra Umbria e Toscana, danneggiata lungo la dorsale adriatica tra Marche, Abruzzo e Molise. A macchia di leopardo, si stimano perdite tra il 30 e il 40%. A soffrire anche la Puglia e la Sicilia dell’uva da tavola, che portano il Paese tra i primi produttori europei, ma stanno già contando danni oltre il 40% della produzione e a seconda del sistema coltura utilizzato.

“Dopo la pausa estiva e con l’auspicio che pioggia e caldo non continuino a impazzire, si dovrà subito tornare a lavorare per trovare risorse necessarie a risarcire le aziende – ha evidenziato il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini-, ma anche accelerare il processo di ricerca, innovazione e sperimentazione in campo, per aiutare il settore nelle lotta alle calamità naturali”.