ROMA – L’introduzione delle nuove regole sul debito nell’ambito della revisione del Patto di stabilità Ue “non richiederebbe all’Italia sforzi superiori a quelli imposti dal conseguimento, nel medio termine, di un saldo strutturale prossimo al pareggio, che rappresenta da lungo tempo l’obiettivo, ancorché non realizzato, della politica di bilancio italiana”.

È quanto afferma il vice direttore generale della Banca d’Italia, Ignazio Visco, nel suo discorso all’Università dell’Aquila sulla governance europea secondo cui è comunque nell’interesse del nostro paese consolidare le finanze pubbliche, tagliare la spesa e attuare le riforme strutturali.

Secondo Visco inoltre “una regola sul debito inserita nella procedura sui disavanzi eccessivi potrebbe contribuire ad ancorare le aspettative degli operatori, limitando gli effetti negativi derivanti dall’incertezza sull’effettivo conseguimento degli obiettivi”.

Per il vicedirettore generale di via Nazionale “è specificamente nell’interesse del nostro paese proseguire il consolidamento delle finanze pubbliche” e nei prossimi anni occorrerà “un significativo contenimento della spesa” basata su “analisi dettagliate delle singole voci di spesa e su meccanismi che consentano di valutare l’adeguatezza dell’entità complessiva di ciascuna voce”.

In ogni caso, ammonisce Visco “il riequilibrio dei conti pubblici non può prescindere dal ritorno dell’economia italiana su un sentiero di crescita ben più alto di quello che è prevalso nell’ultimo decennio”.

Nel periodo 1997-2007 infatti le spese correnti in termini reali sono salite in media del 2% l’anno contro una crescita del prodotto dell’1,5%.