L’AQUILA – “Le carenze assistenziali nella Asl 1 Abruzzo non possono essere attribuite alle assenze, legittime, del personale sanitario, ma vanno affrontate attraverso una corretta programmazione del fabbisogno”.
Lo afferma in un comunicato Antonio Santilli, segretario provinciale del NurSind L’Aquila, replicando alle dichiarazioni del direttore generale della Asl aquilana, Paolo Costanzi, sull’incidenza delle assenze degli operatori nei presidi sanitari.
Santilli contesta in particolare l’ipotesi che l’elevato tasso di assenza del personale possa essere indicato come una delle principali cause delle difficoltà assistenziali e richiama i normali parametri che determinano le giornate di effettiva presenza in servizi
“Partendo dai 365 giorni dell’anno – osserva il segretario provinciale – devono essere sottratti riposi, ferie, festività e tutte le altre assenze previste dalla legge e dai contratti”.
Secondo i calcoli del NurSind, ai 365 giorni vanno sottratti circa 32-36 giorni tra ferie e festività soppresse, circa 104 giorni tra sabati, domeniche o riposi compensativi per il personale turnista e altri 10-12 giorni di festività infrasettimanal
Per il sindacato, il personale che opera su sei giorni settimanali garantisce una presenza effettiva di circa 250-260 giorni l’anno, mentre per chi lavora secondo l’organizzazione tipica dei reparti di degenza su cinque giorni, compresi i turni sulle 24 ore, la presenza si attesterebbe tra 215 e 220 giorni.
Santilli richiama inoltre i permessi previsti dalla legge 104 e le assenze legate alla formazione, alla maternità e agli altri istituti previsti dalla normativa. “La programmazione degli organici – sostiene – deve necessariamente tenere conto di tutti questi elementi
Da qui la richiesta a Costanzi di predisporre “documenti di programmazione e di determinazione del fabbisogno del personale coerenti con il quadro normativo vigente”, richiamando quanto previsto dall’articolo 6 del decreto legislativo 165 del 200
Il NurSind chiede inoltre chiarimenti al manager sulle scelte relative alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità.
In particolare, Santilli domanda “sulla base di quale atto di programmazione” sia stato disposto il depauperamento degli organici dei reparti ospedalieri per destinare personale alle nuove strutture territoriali e se i relativi organici siano stati previsti nel Piano triennale del fabbisogno del personal
“Se per le nuove esigenze organizzative era previsto personale sanitario aggiuntivo – afferma il sindacalista – occorre spiegare perché, anziché procedere alle assunzioni, si continui a sottrarre personale ai reparti ospedalieri
Il segretario provinciale del NurSind solleva infine la questione degli organici destinati al Servizio di Emergenza-Urgenza e al 118, annunciando che il sindacato tornerà sul tema anche alla luce delle criticità segnalate dai sindaci di Scanno e Campo di Giov
“Attendiamo risposte dal direttore generale, se ne ha”, conclude Santilli.






