L’AQUILA – Passerà forse alle cronache come legge “Cura Abruzzo”, in linea con il decreto “Cura Italia” appena licenziato dal governo nazionale, il pacchetto di provvedimenti che con ogni probabilità martedì prossimo sarà approvato dal consiglio regionale, per provare a mettere una pezza alla catastrofe economica che anche nella regione sta determinando l’emergenza coronavirus.
Con aiuti alle imprese, ai liberi professionisti e comunque ai titolari di partita Iva, alle persone fisiche e ai nuclei familiari in situazioni di disagio. e con l’istituzione di un comitato di saggi che avrà il compito di supporto e proposta.
Mentre ancora si deve decidere in che modo il Consiglio regionale si riunirà, se in video conferenza o con la partecipazione con mascherine, guanti e ben distanziati dei soli capigruppo a palazzo dell’Emiciclo, molti esponenti politici nel fuoco di fila di comunicati stampa hanno anticipato misure del più disparato genere, senza specificare se tratti di un emendamento, di un pio desiderio, di altre leggi allo studio.
Bene dunque per chiarezza, partire dal testo ufficiale, che ha come primo firmatario del provvedimento il capogruppo della Lega Pietro Quaresimale, a seguire ci sono le firme del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, Forza Italia, e dalla leghista Sabrina Bocchino. Testo che si spera uscirà arricchito e potenziato, con gli emendamenti annunciati da tutte le forze politiche.
Sul quale però è per ora impossibile esprimere un giudizio, visto che a mancare è la quantificazione della copertura economica, visto che andrà trovata riprogrammando tutti i fondi statali ed europei non spesi. Si fa accenno anche alla razionalizzazione della spesa regionale, con specifico riferimento alle società partecipate.
Presto per dire dunque se il “Cura Abruzzo” sarà davvero efficace o un pannicello caldo.
Contattato da AbruzzoWeb il primo firmatario Quaresimale afferma intanto che “la misura dovrà necessariamente essere nell’ordine delle decine dei milioni di euro, e rappresentare una leva importante. Non è possibile però stabilire una cifra che si avvicini a quella della copertura perché occorre un’istruttoria su tutte le risorse disponibili e non spese di fondi statali e comunitari. Molto si può riprogrammare anche dei fondi del Masterplan per il sud”.
E tiene a sottolineare, “la situazione è di una gravità estrema, il nostro intento è di aprirci alle proposte delle opposizioni, che presenteranno i loro emendamenti, per arricchire il pdl, in uno spirito che, ne sono certo, sarà collaborativo e unitario”.
E lo spirito collaborativo è stato già annunciato con una nota dal capogruppo del Pd Silvio Paolucci.
“Siamo pronti a collaborare per decidere insieme, per condividere questo periodo doloroso e fuori dall’ordinario – dice l’ex assessore al Bilancio -, ma il governo regionale raccolga l’invito delle parti sociali a costituire una snella cabina di regia senza ricorrere a comitati scientifici. Valuti la possibilità di dare attuazione direttamente con atti di Giunta alle risposte più urgenti in termini di sburocratizzazione”. Aspetto non contenuto per ora nel pdl.
Dal canto suo il presidente Sospiri sottolinea di aver trasmesso la proposta “anche a tutte le associazioni di categoria del commercio, dell’industria, dell’artigianato e delle professioni affinchè già entro lunedì prossimo ciascuno possa esaminarla e inviarci osservazioni e suggerimenti, mettendoci in condizioni di approvare la norma in Consiglio regionale entro la prossima settimana avvalendoci di tutti gli strumenti che la tecnologia oggi ci mette a disposizione”.
E aggiunge: “Si tratta di una norma che in realtà in Regione avevamo preparato e protocollato già la scorsa settimana, ovvero prima del Decreto del Governo Conte, prima quindi del ‘Cura Italia’, e oggi alcuni punti da noi previsti li abbiamo anche ritrovati nel Decreto, a conferma della lungimiranza della nostra compagine governativa e legislativa”.
L’articolo 1 specifica innanzitutto chi sono i beneficiari, in varia misura della legge: microimprese, piccole e medie imprese manifatturiere, artigianali, commerciali e turistiche operanti sul territorio della Regione alla data del 31 gennaio 2020, liberi professionisti e comunque dei titolari di partita iva che hanno subito un danno per effetto dell’interruzione o della riduzione dell’attività, persone fisiche e nuclei familiari che versino in uno stato di disagio.
La “ciccia”, ovvero in cosa consistono questi aiuti, sono elencati all’articolo 2. In primis la sospensione del pagamento di tutte le imposte, tasse e tributi speciali di competenza della Regione, come il bollo e l’addizionale Irpef e Irap. Sospensione, e non riduzione, e limitata nel tempo, “fino alla cessazione dello stato di emergenza”, ovvero, si spera, non più di qualche mese. Intervento ben più consistente la riprogrammazione dei fondi statali, ovviamente “per i quali non siano stati formalmente assunti impegni giuridicamente vincolanti nei confronti di terzi”.
A quanto ammontano questi fondi non è dato a sapersi, e infatti nel pdl si dice che “entro il termine di 30 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, ciascun dipartimento provvede ad una ricognizione di tutte le somme disponibili sia sulla gestione di competenza sia sulle economie vincolate di propria afferenza con le modalità e le procedure definite dalla Giunta Regionale Sono però escluse dalla riprogrammazione “quelle risorse che la Giunta o il Consiglio regionale ritengono strategiche per il conseguimento degli obiettivi di mandato”.
Stesso discorso per i fondi europei ancora non spesi, quelli relativi alla programmazione europea 2014 – 2020. Anche qui servirà una ricognizione degli uffici. Questa di fatto la copertura economica del pdl, che dunque non è ancora definibile.
A seguire, “al fine di contrastare l’aggravarsi delle difficoltà finanziarie che il sistema delle microimprese, piccole e medie imprese abruzzesi deve affrontare, al fine di migliorare l’accesso al credito e garantire maggiore liquidità per fronteggiare l’emergenza, realizzare nuovi investimenti ed affrontare la transizione verso la green economy” sono previsti i seguenti strumenti: il rifinanziamento del Fondo per il microcredito, attraverso l’utilizzo di risorse europee derivanti dalla riprogrammazione dei Fondo sociale europeo (Fse), e ancora “l’emissione di titoli obbligazionari da parte delle microimprese, piccole e medie imprese abruzzesi, al fine di garantire il reperimento di risorse finanziarie attraverso canali alternativi al credito bancario”.
Questo è quanto, altro non c’è per ora. Il pdl passa infatti a normare la governance di questi interventi: attraverso un Comitato tecnico scientifico, una sorta di cabina di regia di dieci saggi, “designati dai gruppi consiliari di cui tre designati dai gruppi di minoranza, con comprovata professionalità, esperienza e conoscenza del tessuto produttivo regionale”. Che opereranno anche fino al termine della legislatura, a titolo gratuito.
Il compito del comitato sarà quello di “esprimere motivati pareri, obbligatori ma non vincolanti, in relazione alle proposte di provvedimenti, nel termine massimo di dieci giorni dalla trasmissione delle stesse da parte dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale e della Giunta regionale.
“Decorso inutilmente tale termine, gli organi regionali procedono in assenza del parere”.
Il Comitato può anche presentare alla Giunta e al Consiglio proposte su “ogni utile misura per fronteggiare l’emergenza socio-economica, ed in particolare misure finalizzate al sostegno ad imprese e famiglie che abbiano subito danni per effetto dell’emergenza sanitaria”, nonché “allo sviluppo delle aree interne anche implementando interventi rivolti ai territori colpiti dai terremoti del 2009 e del 2016”, per il “sostegno alle famiglie in difficoltà”, infine per mettere in campo, alfine di reperire fondi a copertura della legge, “adeguate iniziative per il contenimento della spesa pubblica regionale anche in relazione alle società partecipate”, e “interventi per il miglioramento dell’interazione con il sistema bancario operante in regione al fine di agevolare l’accesso al credito e gli investimenti del pmi, anche attraverso lo studio e l’implementazione di innovativi strumenti di finanza territoriale a supporto del sistema produttivo”.
Infine si specifica che “la presente legge non comporta oneri a carico del bilancio regionale”, in quanto come detto, riprogramma razionalizza e mette a sistema finalizzandoli funzionalmente fondi e risorse disponibili o comunque già assegnate alla Regione”. (f.t.)




