PESCARA – Ha preso il via a Pescara e a Teramo il progetto per rilevare e monitorare attraverso un’indagine il fenomeno della violenza sulle donne e le giovani immigrate.
L’iniziativa, finanziata da fondi europei, nasce per poter comprendere meglio il fenomeno e di conseguenza potenziare gli ambulatori sanitari, sperimentare servizi integrati nell’ambito socio-sanitario e quindi essere in grado di affrontare al meglio il problema della violenza femminile, in costante crescita.
Prima fase del progetto, un’indagine per monitorare i matrimoni e i rapporti sessuali forzati, le ‘fuitine’, le mutilazioni e le molestie genitali. “La violenza sulle donne immigrate, per esempio – afferma Alberto Albani, responsabile del pronto soccorso pescarese – conta nel 2010 già 19 episodi, in crescita rispetto a quelli rilevati nel 2009”.
Tra le entità coinvolte il comune e la provincia di Pescara, le Asl di Teramo e Pescara, l’associazione Ananke, il Centro antiviolenza donne ‘La Fenice’ e il Centro immigrati di Teramo, l’Association femmes immigrees (Adi) e l’Associazione interculturale a tutela della donna e del minore.
I partner del progetto, che questa mattina hanno tenuto una conferenza di presentazione e sottoscritto un protocollo di intesa, si impegneranno a offrire alle autorità le informazioni acquisite al fine di sostenere un’adeguata programmazione dei Piani sanitari e sociali regionali.
Intanto sono state illustrate le linee guida adottate dal pronto soccorso di Pescara, per fornire alle donne che subiscono violenza sessuale l’adeguata assistenza sanitaria, ma accoglienza e sostegno per aiutarle ad uscire da situazioni di marginalità.






