L’AQUILA – “Mi ha violentata lì, a due passi dal centro, mentre io piangevo e lo imploravo di smettere”.

È solo un passaggio della testimonianza drammatica, riportata ieri sera nella trasmissione “Fuori dal coro” di Rete4, condotta da Mario Giordano, della 13enne che ha denunciato di essere stata violentata lo scorso 6 novembre nei pressi dei portici di San Bernardino all’Aquila.

Una settimana fa è scattato il carcere preventivo per un 15enne accusato di violenza sessuale: dalle immagini delle telecamere, infatti, sarebbero emersi numerosi elementi probatori e da ulteriori indagini è stato possibile raccogliere le denunce di altri episodi analoghi nei confronti di minorenni, oltre a un tentativo rapina.

Nel corso del programma, che prendeva in esame l’escalation di violenza tra giovani, è stato così portato ad esempio il caso del presunto stupro avvenuto all’Aquila attraverso il tragico racconto della ragazza: “Ha iniziato in modo soft, mandava messaggi come ‘Buongiorno piccola’. Poi ha cominicato a chiedere con insistenza incontri e foto intime. Il 25 settembre ci siamo incontrati in centro: mi ha baciata e poi ha cominciato a molestarmi. Sono riuscita a divincolarmi. Non volevo più vederlo, ma lui ha raccontato in giro che aveva avuto un rapporto sessuale con me. Così quando l’ho incontrato per caso in centro, ci siamo appartati per chiarire quei pettegolezzi e qui è precipitato tutto: mi ha violentata lì, a due passi dal centro, mentre io piangevo e lo imploravo di smettere”.

Dagli accertamenti, svolti congiuntamente dalla Squadra Mobile e dai Carabinieri, è stato possibile ricostruire la dinamica dei fatti.

In particolare, dalle numerose testimonianze e dall’estrapolazione di immagini da alcune telecamere, è stato possibile presentare numerosi elementi probatori alla Procura della Repubblica per i Minorenni, che ha raccomandato il massimo riserbo, dovuto soprattutto in vicende che coinvolgono minori, in particolare con riguardo alle notizie riportate dagli organi di stampa.

Da ulteriori indagini, svolte dalla Sezione Fasce Deboli della Polizia di Stato, è stato possibile raccogliere le denunce di altri episodi analoghi, commessi dal diciassettenne nei confronti di altre minorenni, avvenuti sempre nel comune capoluogo. L’attività investigativa ha consentito di riscostruire, inoltre, un episodio di tentata rapina commessa sempre dal minore nei confronti di una quarta ragazza, anch’essa minorenne.

Le ipotesi investigative, accolte e condivise dalla Procura per i Minorenni, hanno determinato il Gip all’emissione della misura cautelare eseguita in provincia dell’Aquila, alla presenza dei genitori del diciassettenne.

“Va sottolineato che, in un momento così difficile per il Paese, impegnato a fronteggiare una emergenza sanitaria, il risultato investigativo assume una valenza straordinaria, conseguito grazie alla perfetta intesa tra la Magistratura e le Forze dell’Ordine, in una proiezione di massima tutela operata nei confronti delle donne, dei minori e degli altri soggetti ‘deboli’ della società. L’impegno è quello di continuare ad offrire il massimo aiuto a supporto delle vittime di questi odiosi delitti, nell’ottica di  considerare le Istituzioni sempre più vicine ai cittadini”, si legge in una nota della Questura.