L’AQUILA  – Il Tribunale di Ortona ha condannato per violazione della privacy il sito web PrimaDaNoi.it perchè ha mantenuto online nel proprio archivio un articolo inerente due persone arrestate la cui posizione è stata poi archiviata.

Sulla vicenda è intervenuto anche l’ordine regionale dei giornalisti d’Abruzzo, che riguardo la sentenza ha detto che questa “pone seri problemi ai giornalisti nell’esercizio del diritto di cronaca”.

La coppia protagonista dell’articolo contestato era stata arrestata per tentata estorsione continuata in concorso. PrimaDaNoi.it pubblicò la notizia dell’arresto.

A settembre del 2007 il procedimento venne archiviato e l’articolo, a quel punto presente non più nella pagina principale ma nell’archivio, come riporta il giornale stesso, venne aggiornato con la frase “le ipotesi accusatorie sul caso pescarese sono cadute del tutto”.

Ma i protagonisti della vicenda hanno continuato a chiedere al giornale la rimozione dell’articolo, lamentando che digitando i loro cognomi sui principali motori di ricerca, saltava immediatamente fuori la notizia dell’arresto.

La sentenza del tribunale di Chieti non ha neanche tenuto conto del parere del Garante della Privacy, che ha stabilito che “l’articolo può restare on line” perchè “il trattamento dei dati personali è stato effettuato nel rispetto della disciplina di settore per finalità giornalistiche”.

“L’articolo in questione, peraltro, secondo anche il parere del Garante per il trattamento dei dati personali – osserva l’Ordine – era stato redatto rispettando i criteri fondamentali del codice deontologico dei giornalisti (verità sostanziale dei fatti, interesse pubblico e continenza nel linguaggio). Se i giornali cartacei possono conservare nei loro archivi copie dei giornali pubblicati non si capisce perché i giornali on line non debbano avere la stessa possibilità. Del resto, anche volendo cancellare i dati digitali di una notizia essa rimane indelebilmente presente nelle memorie cache dei motori di ricerca (feed Rss)”.

“Il problema, allora – commenta infine l’Ordine dei Giornalisti – non è di semplice risoluzione giudiziaria ma occorrerebbe, invece, per il reale esercizio del diritto all’oblio, che il legislatore stabilisca criteri certi e condivisi e non solo a livello nazionale data la complessità della materia e la sua natura globale”.

Sul suo stesso sito, PrimaDaNoi fa sapere che farà ricorso e sarà la Cassazione a doversi pronunciare.

UNCI: “GRAVE LIMITAZIONE A DIRITTO DI CRONACA”

PESCARA – “La sentenza pone una grave limitazione all’esercizio del diritto di cronaca e interrogativi sulla mancanza di una normativa completa sul giornalismo online, determinando un pericoloso precedente”.

L’Unione nazionale cronisti italiani Abruzzo in una nota esprime solidarietà ai colleghi della redazione del quotidiano on-line “Primadanoi.it” per la sentenza del giudice di Ortona (Chieti), che condanna la testata al pagamento di 5.000 euro per avere mantenuto nell’archivio digitale una notizia della quale la redazione aveva curato costanti aggiornamenti nel corso del tempo, riportando fedelmente tutta l’evoluzione.

“Anche il Garante della privacy – sottolinea nella nota – aveva respinto il ricorso presentato da una parte in causa, ritenendo corretto il comportamento dei cronisti”.