L’AQUILA – Le segreterie regionali dei sindacati di polizia Municipale Diccap, Csa, Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione della polizia Locale in tutti i Comuni della Regione Abruzzo.

Lo hanno comunicato al prefetto dell’Aquila, Francesco Alecci, al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e, per conoscenza, alla Commissione di Garanzia per il diritto allo sciopero nei servizi pubblici, “quale prima iniziativa di lotta sindacale a cui seguiranno tutte le azioni di protesta che si riterranno utili non ultimo manifestazioni e sciopero”.

I sindacati hanno chiesto al prefetto la convocazione delle parti per la procedura di raffreddamento dei conflitti.

Sotto accusa l’amministrazione regionale, cui vengono contestati, come si legge nella nota, “il perdurare della mancata attuazione della legge regionale numero 42/2013 in materia di Polizia Locale, ma ancor più il mancato rispetto degli impegni presi dal presidente con la categoria agli ‘Stati Generali della Polizia Locale Regionale’ svolti nel 2015”.

Le sigle contestano, inoltre, “il mancato riscontro alla richiesta inoltrata il 22 settembre scorso di un incontro urgente per discutere e trovare soluzione alle problematiche della polizia locale”. Di qui la comunicazione dell'”inizio dello stato di agitazione”.

Secondo i sindacati, la mobilitazione è stata causata anche dal fatto che “la Giunta regionale non ha emanato le disposizioni previste nella legge in materia di Polizia Locale inerenti i principi organizzativi dell’attività, l’incentivazione della gestione associata, la formazione e l’aggiornamento del personale,  l’osservatorio regionale, gli interventi regionali”.

Il Consiglio regionale non ha approvato, inoltre, il regolamento di applicazione della legge “per stabilire i distintivi di grado e funzione, le uniformi, i veicoli e altri mezzi operativi, gli strumenti di autotutela, il simbolo unico regionale, la tessera e il distintivo di riconoscimento”.

E ancora, il governatore “non ha nominato il Comitato consultivo per la Polizia locale come sollecitato con la richiesta del 26 ottobre 2015”.

“Non è possibile richiedere costantemente agli addetti di Polizia Locale sempre più impegno e servizi, anche sul versante della sicurezza urbana e del contrasto al degrado urbano, per poi dimenticarsi colpevolmente di loro”, concludono i rivoltosi.