L’AQUILA – Anche le frazioni aquilane di Onna e San Gregorio si oppongono al progetto dell’Anas delle modifiche alla strada statale 17.
Dopo il “no” dell’amministrazione comunale di Poggio Picenze (L’Aquila), anche due delle frazioni più colpite dal terremoto del 6 aprile 2009 levano la loro voce contro un’opera che ne sconvolgerebbe completamente il territorio, con la nuova strada a ridosso del centro abitato, viadotti costruiti sopra le abitazioni, mega rotatorie a deturpare la morfologia dei piccoli borghi e addirittura il paradosso di dover abbattere l’unica casa che ha resistito al terremoto.
Così come Poggio Picenze, anche questi due centri chiedono una modifica del tracciato, per renderlo meno impattante e più funzionale al decongestionamento del traffico dell’intera zona, mettendo inoltre in connessione il nucleo artigianale e commerciale di Bazzano con quelli di Fossa, San Demetrio, Poggio Picenze e Barisciano, un aspetto assolutamente non contemplato nel progetto dell’Anas.
ONNA RISCHIA DI DIVENTARE UNA ”RISERVA INDIANA”
“Sarebbe un’opera devastante per Onna – spiega Vincenzo Angelone, presidente della Pro loco della frazione – capiamo che c’è bisogno di un ammodernamento delle infrastrutture, ma questa strada rischia di isolarci e renderci una ‘riserva indiana’, non più appetibile per nessuno. Per non parlare del forte impatto ambientale che il nuovo tratto di strada avrebbe”.
In base all’attuale progetto la cosiddetta “variante Sud”, partirà da Bazzano e passerà per Onna e San Gregorio per poi raggiungere Poggio Picenze e arrivare fino a San Pio delle Camere, riallacciandosi al tanto contestato tratto della variante realizzato fino a Navelli, un’opera che non ha risolto affatto i problemi legati alla viabilità tra il capoluogo e la città di Pescara.
Anche a Onna, così come a Poggio Picenze, la variante impatterà con il centro abitato, passando a cento metri dalle case, frapponendosi tra questo e il fiume Aterno, naturale confine del paese. “In questo modo – sottolinea Angelone – il paese verrà chiuso a Sud-Est e completamente isolato, dato che a Nord siamo già chiusi dalla linea ferroviaria e a Ovest dal nucleo industriale. Inoltre verranno realizzate delle barriere acustiche che avranno un impatto ambientale molto negativo”.
La superstrada sopraelevata verrà realizzata integralmente su un terrapieno alto tra i 6 e gli 8 metri e nel progetto è previsto anche un imponente svincolo costituito da un viadotto alto 14 metri tra Onna a Monticchio.
Per realizzare questo sovrappasso dovrà essere abbattuta la casa-simbolo di Onna, l’unica abitazione che ha resistito al terremoto di due anni e mezzo fa, di proprietà della signora Margherita Nardecchia. “La mia casa è la ristrutturazione di un’antica fornace – spiega amaramente la signora – Il paradosso è che dopo essere sopravvissuta al sisma la mia casa verrà abbattuta dall’Anas. Questo è inaccettabile, basterebbe spostare la strada di qualche metro e tutto questo potrebbe essere evitato”.
Infatti la proposta avanzata dalla Pro loco e da Onna onlus, che insieme all’associazione “San Gregorio rinasce” hanno inoltrato tempo fa un ricorso al Tar, è di spostare la variante a Sud del fiume, in modo che possa essere preservato il confine naturale. In questo modo la strada non intaccherebbe i centri abitati dei paesi, aggirandoli, e metterebbe in connessione il nucleo artigianale e commerciale di Bazzano con quelli di Fossa, San Demetrio, Poggio Picenze e Barisciano.
Una modifica del tracciato che si sposerebbe perfettamente con quella proposta dall’amministrazione comunale poggiana, che prevede il passaggio del nuovo tratto per il nucleo industriale di Barisciano, aggirando il paese di Poggio e riallacciandosi al vecchio tracciato della statale 17.
“Negli incontri che ci sono stati fino a ora con l’Anas – conclude il presidente della Pro loco – abbiamo chiesto la modifica del tracciato, ma tutto è rimasto invariato. Qualche giorno fa abbiamo avuto un incontro con il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, che ha promesso di impegnarsi con l’Anas per una revisione del progetto”.
SAN GREGORIO: UN MEGA SVINCOLO PASSERA’ SOPRA LE CASE
“Il progetto dell’Anas, così come concepito, non solo non servirà allo smaltimento e alla velocizzazione del traffico sulla SS 17 nel tratto interessato, ma produrrà danni irreparabili per le nostre frazioni”.
È quanto afferma Sara Cecala dell’associazione “San Gregorio rinasce”,che da tempo lotta contro il progetto della variante per tutelare un paese che al pari di quello di Onna è stato quasi completamente raso al suolo dal terremoto.
“La nostra frazione – denuncia – verrebbe ulteriormente sconvolta dalla realizzazione di uno svincolo abnorme e da un viadotto posto a ridosso del paese, che sovrasterebbe peraltro le abitazioni, pregiudicando la ricostruzione del nostro paese. Chi mai, infatti, ristrutturerebbe una casa che si trova sotto a un viadotto?”.
La procedura con cui è stato approvato il progetto dell’Anas sarebbe “illegittima perché approvata ai sensi delle Opcm anziché con la prassi ordinaria, come doveva essere, dato che la variante non ha nulla a che fare con il terremoto e visto che il progetto rientra nella programmazione del Cipe. Inoltre c’è da considerare l’altissimo rischio idrogeologico presente nelle zone dove l’Anas ha previsto la strada”.
Il progetto alternativo che le due frazioni congiuntamente propongono “farebbe in modo che i centri abitati di San Gregorio e Onna non vengano toccati per niente dalla variante e al contempo venga favorita la connessione tra i nuclei industriali della zona Est della città”.
“Facciamo un appello alle istituzioni – conclude Cecala – di farsi portavoce delle nostre problematiche. I nostri paesi, proprio perché già fortemente danneggiati dal terremoto, meritano attenzione e tutela”.






