ROSETO DEGLI ABRUZZI – “A Roseto degli Abruzzi l’incremento delle abitazioni e degli abitanti va di pari passo con la congestione del traffico e con l’aumento dei livelli di inquinamento acustico e atmosferico”. L’accusa arriva da Pio Rapagnà, del Comitato “Città per vivere”.

“La variante alla statale 16 – scrive – è stata più volte approvata dal Consiglio comunale e dall’amministrazione provinciale di Teramo ed è inserita nel vigente Piano Regolatore Generale. Le amministrazioni devono dare una risposta convincente sul perché dopo tanti anni ancora non sono iniziati i lavori per la realizzazione di una opera pubblica di grande viabilità che, tra l’altro, oltre a rappresentare concretamente e immediatamente una alternativa alla Statale 16, già classificata “strada della morte”, creerebbe tantissimi nuovi posti di lavoro”.

L’accusa di Rapagnà è quella di aver “cancellato” dal Piano regolatore generale ancora vigente proprio la variante alla statale 16. In questo modo, il Comune di Roseto, i cui cittadini hanno tenacemente lottato contro l’inquinamento acustico e atmosferico, contro il traffico pesante e i tir, sarà l’unico Comune a restare fuori dal “Corridoio adriatico di grande viabilità” e dalle priorità infrastrutturali della Regione Abruzzo”.