L’AQUILA – Niente più copertura economica per la figura del responsabile dei lavori di ricostruzione post-sisma, con il conseguente rischio di improvvisazione su aspetti decisivi come la sicurezza, la lotta al lavoro nero, la correttezza del complesso iter burocratico.

Tutte incombenze che, d’ora innanzi, potrebbero essere affidate non più a professionisti, ma a proprietari e presidenti di consorzio, a prescindere dalle loro competenze e a loro rischio e pericolo.

A lanciare l’allarme ad AbruzzoWeb su questo spinoso argomento è Paolo De Santis, ex presidente dell’Ordine degli ingegneri del’Aquila, che ipotizza anche il rischio di contenziosi visto che la nuova normativa mette in discussione le prestazioni tuttora in corso, con i tecnici che potrebbero rivalersi sui cittadini.

Il vaso di Pandora si è scoperchiato dopo che, con una circolare congiunta dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) e di quello dei Comuni del “cratere” (Usrc), lo scorso 30 aprile sono stati bloccati i pagamenti, anche quelli in corso, dei compensi del responsabile dei lavori, che spesso è lo stesso professionista che ricopre anche il ruolo di coordinatore della sicurezza, la cui parcella, ora, dovrà essere a carico del committente, cioè del privato cittadino proprietario della casa inagibile o dei presidenti dei consorzi, e non più computata trai costi della ricostruzione a carico dello Stato.

Avvalersi di questa figura del responsabile dei lavori, delegata dal committente, non è obbligatorio, quindi è prevedibile che d’ora in poi i proprietari faranno da soli, anche senza avere competenze in tema di sicurezza.

“Si rischia una pericolosa improvvisazione su materie molto delicate, che infatti vengono svolte quasi sempre da ingegneri, architetti e geometri – denuncia De Santis – Figure, per intenderci, che devono verificare l’idoneità tecnica professionale dell’impresa affidataria e di tutte le imprese subappaltatrici che entrano in cantiere da un punto di vista amministrativo”.

Ma a queste figure spetta anche controllare, continua De Santis, “la correttezza delle procedure, vigilando anche sull’operato del coordinatore della sicurezza fino a sostituirlo per carenze e allontanare l’impresa affidataria in caso di gravi irregolarità, con risoluzione del contratto per gravi inosservanze”.

Tutte le incombenze, insomma, previste dal Testo unico in materia di salute e sicurezza, ovvero il decreto legislativo 81 del 9 aprile 2008.

Intento della circolare dell’Usrc e Usra è evidentemente quella di fare cassa, di risparmiare soldi.

La parcella dei responsabili lavori, infatti, è calcolata con numerose aliquote variabili sull’importo dell’appalto e se i lavori di ricostruzione valgono 1 milione di euro, ammonta in media di 2.500 euro.

Poca cosa, a ben vedere, rispetto al compenso previsto per il presidente di consorzio, pari al 2 per cento del valore dell’appalto fino a 1 milione di euro, che fa 20 mila euro, e all’1 per cento fino a 5 milioni, ovvero al massimo 50 mila euro.

“Non è affatto detto, però, che un presidente di consorzio abbia le competenze e l’esperienza necessarie proprie di un responsabile dei lavori  – insiste De Santis – Nel caso decida di non ricorrere al suo aiuto, dovrà applicare norme specialistiche che un normale cittadino non può conoscere, esponendosi anche a un pesante regime sanzionatorio, e si possono soprattutto verificare irregolarità e inconvenienti che possono mettere a repentaglio la tempistica del cantiere e il corretto svolgimento dei lavori”.

C’è poi un altro inconveniente. La famigerata circolare Usra-Usrc ha, di fatto, tolto il riconoscimento economico anche per i lavori in corso, ovvero mette in discussione per centinaia di professionisti le prestazioni professionali già svolte o in corso di svolgimento.

Una tagliola che comporta il concreto rischio dell’esplodere di contenziosi. “A questo punto, per aver onorata la loro parcella da oggi in poi i responsabili dei lavori dovranno rivalersi sui committenti, ovvero sui cittadini proprietari e sui presidenti di consorzio, con contenziosi che si annunciano estenuanti”, conclude De Santis.