L’AQUILA – “Ormai l’agricoltura delle zone interne è un miraggio, molti prodotti si stanno estinguendo e con essi i produttori. Quando parlo di prodotti, mi riferisco a quelli di nicchia, lenticchie, cicerchia, patate senza parassitari, grano tenero, orzo e segale, tutti prodotti biologici veri e non quelli sulla carta. Con l’avvento dei Parchi, una figura protagonista delle nostre montagne sta scomparendo, mi riferisco al contadino, quella figura che racchiude tutte le attività agricole, boscaiolo, muratore, allevatore, agricoltore e cacciatore”.

Così in una aperta a Giorgia Meloni, leader Fdi e candidata alle politiche del 25 settembre al collegio uninominale L’Aquila-Teramo della Camera, Dino Rossi, allevatore  di Ofena, in provincia dell’Aquila, alle porte del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga.

LA LETTERA APERTA

Cara Giorgia, chi ti scrive è un tuo sostenitore da quando è nato Fratelli D’Italia, mi sono speso anche per le regionali con una candidatura in un collegio spopolato e con l’aria grillina che tirava il risultato fu soddisfacente. Improvvisamente messo da parte da questi nuovi, mai visti e conosciuti, a parte qualcuno, nessuno di questi è stato vicino ai problemi legati al territorio e soprattutto agli agricoltori delle zone interne.

Ormai l’agricoltura delle zone interne è un miraggio, molti prodotti si stanno estinguendo e con essi i produttori. Quando parlo di prodotti, mi riferisco a quelli di nicchia, lenticchie, cicerchia, patate senza parassitari, grano tenero, orzo e segale, tutti prodotti biologici veri e non quelli sulla carta.

Con l’avvento dei Parchi, una figura protagonista delle nostre montagne sta scomparendo, mi riferisco al contadino, quella figura che racchiude tutte le attività agricole, boscaiolo, muratore, allevatore, agricoltore e cacciatore.

Una figura che è stata stravolta nel corso del tempo, sia per l’evoluzione sia per i vincoli ambientali imposti dai palazzi romani da persone che non sanno riconoscere un ginepro da un pino. Basta girare le nostre montagne dove si vedono ancora le testimonianze della presenza di questa figura che è stata utile alla conservazione del territorio fino all’arrivo dei sacerdoti dell’ambiente.

Una testimonianza dell’arte contadina la puoi ammirare davanti la sede della provincia a Pescara, un tholos o capanna in pietra che serviva ai pastori per ripararsi dalle intemperie.

Ma sarebbe bello da parte tua fare un giro nelle nostre montagne per rendesi conto di come sono state abbandonate per la mancanza del contadino, quella figura che teneva sotto controllo, la fauna selvatica, con il pascolamento preveniva gli incendi e non c’erano tutti questi problemi di oggi, come i cinghiali a Roma, i lupi a Vasto, l’orso a spasso per l’Abruzzo e soprattutto non si spendevano tanti soldi per una presunta tutela del territorio.

Nello stesso tempo puoi ammirare il centro pilota sperimentale per ovinicoltura San Marco Castel del Monte, nel cuore del Parco Gran Sasso Monti della Laga, 700 mq di capannoni composto da: N.2 Stalle, 2 Fienili, coperti con cemento amianto che il Parco per la tutela dell’ambiente avrebbe dovuto bonificare, questo complesso è dotato anche di  Uffici amministrativi,  Silos Alloggio del Custode Foresteria, Spazi espositivi, Cabina Pozzo,  Cabina Elettrica, Vasca lavaggio ovini, una volta faceva parte del ministero dell’agricoltura gestito dalla Forestale, con l’avvento di Renzi è passato al comune.

Adesso se ne sta occupando l’agenzia del demanio al fine di definire le più idonee strategie di recupero e valorizzazione del complesso immobiliare Centro Pilota Sperimentale per l’Ovinicoltura S. Marco, ai fini della verifica delle migliori condizioni di mercato possibili, l’Agenzia del Demanio, per realizzare studi di fattibilità. L’obiettivo principale è quello di individuare, facendo seguito ad un processo di sintesi, le soluzioni utili allo sviluppo della valorizzazione del predetto bene immobile. Si spendono ancora soldi, quando questa struttura si poteva benissimo affidare a quei pochi giovani rimasti sulle montagne al fine di poter seguire le orme degli antichi padri.

Questo è solo punta dell’iceberg, purtroppo queste cose i tuoi scelti per rappresentare l’Abruzzo non ne sono a conoscenza, ignorano il territorio e le problematiche del mondo agricolo, molta gente in Abruzzo confida in te e all’on. Sergio Berlato, tuo coordinatore del Veneto, un vero combattente a fianco dei contadini.