VERONA – Ha strangolato la moglie con un foulard sorprendendola in camera da letto nella loro casa di Mozzecane, tra Verona e Mantova, durante l’ennesimo litigio e poi è andato a costituirsi ai carabinieri. E’ accaduto nel tardo pomeriggio di ieri.

L’omicida, di 56 anni, era impiegato in una concesionaria d’auto mentre la vittima di 51 anni lavorava presso una ditta di abbigliamento. All’origine del gesto ci sarebbero motivi di gelosia.

La coppia occupava un appartamento di una quadrifamiliare dove, nelle rimanenti abitazioni, risiedono altri parenti. Secondo le prime ricostruzioni tutto sarebbe avvenuto all’improvviso, verso le 17.30, dopo una giornata relativamente tranquilla.

“La coppia – ha riferito il parroco don Pietro Salvetti – si era recata a messa alla mattina assieme al figlio”.

Una vita tranquilla di persone benestanti appena rientrate da uno dei tanti viaggi a cui si dedicavano, questa volta in Kenya, ma con la minaccia a orologeria della gelosia dell’uomo, innescata probabilmente, secondo gli inquirenti, da alcuni sms trovati nel telefono della moglie.

Tra le prime testimonianze raccolte dai carabinieri quella della sorella di lei, che avrebbe riferito di aver udito, attraverso le pareti sottili della villetta una forte discussione prima che sulla vicenda calasse un sinistro silenzio.

Raggiunto in caserma dal pm Giulia Labia l’uomo è stato interrogato: il magistrato ne ha quindi disposto la custodia in carcere.