L’AQUILA – “A fine aprile il dottor d’Amario sarà in Abruzzo per dirigente il nostro dipartimento della Salute. Questo è quello che ci ha comunicato il governatore Marco Marsilio dopo la richiesta del ministero. Ad oggi non ci sono cambiamenti”.
Così l’assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì, della Lega, facendo il punto sulla emergenza coronavirus in Abruzzo. In particolare, l’assessore parla della vicenda legata al direttore generale del Dipartimento prevenzione del ministero della Salute, Claudio D’Amario, ex dg Asl di Pescara in prima linea nella emergenza, nominato a gennaio capo del Dipartimento Salute della Regione Abruzzo e trattenuto a Roma, come spiegato dal governatore abruzzese Marsilio, di Fratelli d’Italia, per altri fino a maggio.
Sulle nomine per coprire più posti nel settore sanità, in particolare i titolari nelle asl di Pescara e Teramo, Verì annuncia che “si devono fare, quando si attenua la emergenza, ci penseremo. Dopo Pasqua ci riuniremo per affrontare e risolvere la questione”.
Verì ha fatto poi il punto sulla emergenza coronavirus in Abruzzo, nel giorno i cui si sono stati registrati 1.703 casi positivi al Covid 19, con un aumento di 75 nuovi casi, con altri 5 morti, per un totale di 156.
“La media dei contagi si mantiene costante – spiega Verì – , da giorni non ci sono aumenti esponenziali, stiamo gestendo i focolai e le residenze per anziani, oltre alle persone più fragili, con una sorveglianza attiva molto attenta. Sono giorni decisivi, non bisogna abbassare la guardia e rimanere a casa, rispettando ogni misura”.
“Se i dati si dovessero confermare in calo – aggiunge – , dopo il 13 aprile potrà cambiare qualcosa sia in materia economica sia nella programazione relativa alla emergenza sanitaria, ricominciando a curare anche le patologie normali”.
“Oltre al covid sul quale siamo concentrati 24h, si dovrà cominciare a ripensare a quelle patologie non urgenti – spiega ancora Verì -, che sono uscite dalla programmazione per concentrare, come giusto, tutte le forze al coronavirus. Insieme alle malattie più gravi, come quella oncologica, si deve ricominciare a fare interventi e visite meno complessi perché perdurando a lungo, il problema potrebbe diventare più grave. Dopo il 13 aprile bisogna cominciare piano piano ad occuparsi anche dell’aspetto gestionale ed economico”.





