PESCARA – Sarà il Consiglio comunale di Pescara a decidere sull’eventuale vendita delle reti gas di cui si occupa Pescara Energia, la partecipata del Comune: è quanto ha annunciato il sindaco di Pescara, Carlo Masci, al termine di una conferenza stampa convocata per rispondere alle accuse sulla vicenda da parte del gruppo consiliare ‘Pettinari per l’Abruzzo’.
Nell’annunciare che in questa fase la società si è limitata a consegnare al sindaco una relazione tecnica di valutazione, in vista del bando che dovrà essere, per legge, indetto entro la fine dell’anno, Pescara Energia, per bocca del suo amministratore unico Giuliano Diodati ha chiarito alcuni e aspetti in merito a quelle che, lui stesso, definisce delle falsità.
“Intanto il valore delle reti, riscattate nel 2005 per circa 22 milioni di euro – ha spiegato Diodati – è soggetto per legge a un naturale processo di degrado e obsolescenza, da qui la fisiologica svalutazione da 22 milioni a circa 13 milioni e 700 mila euro. Falso anche il fatto che il Comune, in caso di alienazione, andrebbe a rinunciare a un canone di circa due milioni e 500 mila euro. Questa quota è legata al contratto di gestione vigente e la normativa nazionale stabilisce una nuova e diversa modalità di remunerazione, non modificabile. In caso di mantenimento della proprietà, il nuovo canone sarebbe mediamente di circa 470 mila euro, invece di due milioni e mezzo. Obbligo di legge anche per le proroghe, altro che lati politicamente oscuri: in caso di alienazione, Pescara Energia continuerebbe a esistere perché ricordo a Pettinari che ci occupiamo e forniamo tanti altri servizi”.
“Accusa ancora più grave – ha concluso Diodati – che lede l’immagine della società che rappresento e per questa ragione abbiamo già presentato un esposto in procura, riguarda una presunta svalutazione patrimoniale di 8 milioni di euro. Quella che Pettinari definisce una svalutazione è, in termini tecnico-amministrativi, la rettifica di un dato contabile iscritto erroneamente nel 2008”.
Dopo la conferenza stampa Diodati ha avuto un deciso diverbio con lo stesso Pettinari che stava dialogando con i giornalisti all’uscita del municipio proprio in merito all’esposto contro di lui annunciato da Diodati.
“La mia era una valutazione politica – ha spiegato Pettinari – non ho mai citato Diodati e non ho fatto nomi e cognomi, mi sono limitato a fornire elementi sulla base dei quali, a mio avviso, è sbagliato e sconveniente per l’amministrazione comunale dare l’ok all’alienazione delle reti. Trovo invece gravissimo che il dirigente di una partecipata si permetta di denunciare un gruppo di opposizione in consiglio comunale solo per aver espresso delle posizioni politiche. Non consentiamo ad alcuno di metterci il bavaglio”.



