VASTO – Entra in un bar di Vasto (Chieti), molesta i presenti e minaccia di dar fuoco al locale.

È successo l’8 gennaio alle 19.45, quando V.M., 36 anni di origine campana ma residente nella città teatina, in evidente stato di ubriachezza è entrato nel locale e ha iniziato a proferire ingiurie e minacce contro il titolare del locale, i presenti, e minacciare di bruciare l’esercizio pubblico.

Benché il proprietario del locale avesse cercato di allontanare l’ubriaco molestatore, quest’ultimo ha continuato ad agitarsi sempre di più.

L’uomo, già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio, contro la persona, per stupefacenti e armi, all’arrivo della pattuglia della Squadra Volante del commissariato di Vasto si è scagliato contro di loro colpendoli con violenti calci.

V.M. è stato quindi portato presso il commissariato, dove stato necessario l’intervento del 118 che poi ha portato il malvivente al Pronto Soccorso per le cure del caso, dove ha continuato a inveire.

Il comportamento violento e i calci dell’uomo hanno provocato a uno degli operatori della Squadra Volante lesioni giudicate guaribili in 8 giorni per “trauma alla mano e al polso sinistro e ginocchio destro”.

È stato arrestato per il reato di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale e condannato per direttissima a un anno di reclusione.

La moglie, informata dei fatti, ha trovato il coraggio di raccontare una serie di vecchie e nuove vessazioni, umiliazioni, minacce e
violenze che finalmente sono state redatte in forma scritta come querela dopo il sostegno morale degli uomini del Commissariato.

Proprio nel giorno dell’arresto, prima di uscire di casa, il marito già ubriaco l’aveva picchiata.

La Signora si è rifugiata a casa della propria madre e ha chiesto alla Polizia, al momento della denuncia, di non accogliere il coniuge in casa nell’ipotesi di arresti domiciliari.

Non aveva denunciato le violenze domestiche nella speranza di recuperare il rapporto con il marito.