VASTO – Ci sono due indagati per omicidio colposo per la morte di Timur Iakkonov, il marittimo russo di appena 23 anni, ucciso dalle esalazioni corrosive inalate durante la pulizia di una cisterna. L’incidente è accaduto il 2 febbraio dopo che il mercantile russo Araz River aveva lasciato le banchine del porto di Vasto, destinazione Istanbul. Altri due marittimi sono rimasti intossicati.
Non è nota l’identità dei due indagati, da parte del procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Vasto, Giampiero Di Florio. Elementi utili all’indagine si otterranno a seguito dell’autopsia della vittima, che sarà effettuata domani.
La cisterna, sigillata subito dopo la tragedia, è stata riaperta per qualche ora dai vigili del fuoco del distaccamento di Vasto e dai colleghi della unità Nbcr (Nucleare-Biologico- Chimico- Radiologico) provenienti dall’Aquila.
I nuclei speciali dei pompieri protetti da tute e maschere anti-nucleare hanno utilizzato una sofisticata attrezzatura per effettuare i rilievi nella vasca.
L’indagine mira ad appurare il rischio chimico potenzialmente connesso con l’impiego di sostanze o preparati chimici. Proprio a Vasto era stato scaricato, attraverso una pipeline, olio di colza destinato a un’azienda di biocarburante operante nella zona industriale. La reazione chimica di un detergente a contatto con i residui di olio vegetale avrebbe prodotto esalazioni tali da provocare l’immediato malore dei tre operai.
Non destano preoccupazioni invece le condizioni dei due marinai intossicati: Dimitri Nagomev, 29 anni il primo ufficiale di bordo ricoverato al San Pio ha ripreso conoscenza- Sono stazionarie le condizioni del nostromo Vilsur Imamtdinov, 44 anni ricoverato in terapia intensiva a Pescara.



