VASTO – Nelle ore in cui si è in attesa del risultato del test del Dna che tra non più di 24 ore dovrà dire se il corpo trovato sotto il viadotto Prascovia a Vasto (Chieti) sia davvero di Eleonora Gizzi, 34 anni, l’educatrice scomparsa dal 28 marzo scorso, si registrano polemiche sull’efficacia delle ricerche.
Le forze dell’ordine infatti erano passate più volte vicino quel viadotto, con unità cinofile. Ma non è stata rilevata nessuna traccia della presenza o del passaggio di Eleonora.
Non si può certo escludere però che la donna sia stata brava a non farsi trovare, visto che viene ritenuta fortemente probabile l’ipotesi della fuga volontaria a seguito di un malessere interiore, di una crisi.
Prima della morte potrebbe aver vissuto almeno 13 giorni da “barbona”, accendendosi il fuoco e riparandosi con una scatola di cartone, prendendo cibo dal vicino del supermercato Leclerc.
Acccanto al corpo è visibile l’impronta di una scarpa. La Scientifica sta indagando anche su quella traccia.
Gli inquirenti ritengono che il cadavere sia quello di Eleonora anche basandosi su alcuni oggetti ritrovati accanto al corpo in avanzato stato di decomposizione.
Un paio di stivaletti color turchese con delle rifiniture in cuoio che sarebbero stati trovati lì, e sarebbero come quelli che Eleonora indossava il giorno della scomparsa.
Il padre della ragazza sembra non avere dubbi, così come i suoi amici. Eleonora del resto era stata già in passato sotto quel ponte, in compagnia del suo cane, Pimpa.




