CAPESTRANO – “La Valle del Tirino per secoli ha avuto proprio nell’ acqua la sua principale risorsa, si vede ora privare di questo bene naturale da una classe politica che è distante dai veri problemi di una buona parte dei cittadini. Il consorzio di bonifica Aterno Sagittario ne è un chiaro esempio, tanto che ha perfino ridotto la disponibilità di acqua per l’irrigazione, portandola di fatto a 3 ore al giorno in buona parte del comprensorio irriguo”.
Lo fa sapere, in una nota, Alfonso D’ Alfonso, imprenditore agrituristico della Valle del Tirino, che aggiunge: “La cosa ci è stata comunicata ufficiosamente dagli addetti con evidente imbarazzo in quanto conoscono bene le nostre difficoltà. Solo tre ore effettive al giorno a fronte della possibilità di irrigare durante tutto il giorno, com’è giusto che sia, come in altri consorzi o addirittura in altri comparti del nostro stesso bacino consortile”.
“Il contributo che ci viene imposto però è lo stesso – sottolinea – e ormai si avvicina ai duecento euro a ettaro. Deve essere chiaro che il funzionamento del consorzio viene coperto dai nostri ruoli (in altre parole i soldi li mettono i proprietari dei terreni), mentre la gestione è comunque riconducibile alla Regione Abruzzo. Così le centrali idroelettriche, vero asset produttivo dei consorzi, vengono affidate a un soggetto privato dalla stessa governances arrogante e incapace”.
“Noi contribuenti – continua D’Alfonso – sopportiamo costi altissimi per un servizio indecente. Perché si sperperano 10.000.000 di euro per istallare contatori inutili visto il poco tempo che ci viene concesso per irrigare? Cosa dovranno mai contare? ( inutili per noi imprese agricole ma utilissimi a chi ha predisposto progetti elementari ma remunerativi e a chi li sta installando). Con le reti adduttrici ridotte a veri colabrodo con rotture continue e perdite altissime solo dei veri incompetenti potevano sperperare così tanto denaro pubblico, senza ritorno alcuno. Così in piena siccità ci viene negata la principale risorsa per l’ agricoltura, l’acqua per l’appunto”.
“Come se non bastasse si taglia il servizio alle aziende agricole solo per fare finta di risparmiare 4 miseri euro riducendo le ore lavorative dei dipendenti. Ovviamente l”assessorato Regionale competente avalla queste scelte oltraggiose, a danno di noi imprese contribuenti. E la nostra politica locale che governa il territorio e che ha apertamente appoggiato e votato questa dissennata e dannosa classe dirigente che guida il consorzio di bonifica cosa fa? Si guarda bene dall’intervenire, presa com’è a risolvere il pasticcio del posizionamento della statua del guerriero dove suo malgrado è stato coinvolto anche l’ assessore all’agricoltura con l’ inaugurazione farsa in pompa magna e fascia tricolore ma senza le dovute autorizzazioni”.
“Confronti, assemblee, proteste – aggiunge -, dare voce nelle sedi istituzionali del grave stato in cui versano le nostre aziende, azioni queste che non interessano ad amministratrici e amministratori del comune di Capestrano non più in sintonia con i temi della fragile economia del territorio. Come se non bastasse , circola la notizia di una sospensione del servizio di irrigazione per metà settembre, in modo da risparmiare ulteriormente sui costi del personale stagionale e della bolletta energetica, già, perché le centrali nel frattempo con grande lungimiranza manageriale sono state cedute tutte ad un’ unica impresa esterna. A tutto questo va aggiunto che le nostre aziende debbono sopportare anche i forti rincari dovuti alla cessione del ciclo idrico integrato al GSA , rincari pazzeschi per le aziende zootecniche di Capestrano (anche del 500/600%)”.
“Aspettando che arrivino risposte concrete dall’assessore all’Agricoltura Emanuele Imprudente, il quale dell’ amministrazione locale è il politico regionale di riferimento, chiedo al professor Luciano D’ Amico di attivarsi con gli strumenti che l’ordinamento normativo e la sua competenza gli consentono, per tutelare i legittimi interessi dei consorziati ormai da troppo tempo mortificati non solo nel comprensorio di Capestrano, ma di tutto il bacino”.
“Il diritto all’accesso all’acqua per garantire un corretto sviluppo civile ed economico dell’ intera Valle del Tirino è seriamente minacciato, e chi fa finta di non vedere oltre a tradire la fiducia ottenuta, rinnega l’ opera dei nostri padri e di secoli di civiltà progredite e fiorenti proprio grazie alla disponibilità dell’acqua”, chiosa D’Alfonso.





